Femo? Femo!

Traccia scritta del mio intervento all’assemblea provinciale del PD di venerdì 15 luglio.

Mi spiace se il mio intervento sarà disallineato rispetto a quelli che mi hanno preceduto, che avevano in comune la necessità di esprimere un certo disagio.
Credo che questo disagio sia determinato, almeno in parte, dal fatto che il Partito Democratico, con Roberto Cosolini, ha violato a Trieste la nostra regola n. 1 (seppur non scritta): mai vincere le elezioni.
Invece le abbiamo vinte (eccome!), e quindi io sono contento.
Sono contento perché sono stato positivamente impressionato, nel corso della campagna elettorale, da alcune cose: dal numero di preferenze che noi – candidati consiglieri comunali del PD – abbiamo ricevuto rispetto agli altri. Sono stato impressionato dal nostro risultato nelle circoscrizioni (alla faccia del partito lontano dal territorio), e soprattutto dall’imponente numero di preferenze che lì raccogliamo, sempre rispetto agli altri.
Da oggi, dice il Segretario, si apre una fase nuova di governo e di costruzione del partito, spregiudicata e senza riserve. Bene. Anche perché quel che mi è piaciuto della campagna elettorale, è che lo spirito era pressapoco il seguente: “facciamo una cosa così?” – “si la facciamo”, e la si faceva. Il contrario dello spirito del “no se pol”. Bene, continuiamo.
Allora propongo alla Segreteria, e al partito, una checklist di cose da fare:

  • Facciamo un coordinamento degli eletti (visto che non c’è, approfitto per raccontare qui la decisione della Commissione IV, della cui Presidenza hanno avuto la malaugurata idea di insignirmi, di calendarizzare sopralluoghi programmati sui territori di tutte le circoscrizioni: si comincia con la I il 16 settembre; si finisce con la VII il 9 dicembre)
  • Facciamo una sezione aperta del sito provinciale (un forum, un blog commentabile, chiamamolo come vogliamo), divisa per argomenti tematici, aperta, senza censure preventive, in cui ognuno di noi e ogni cittadino possa intervenire
  • Facciamo una newsletter, che riunisca tutti i nostri contatti e con la quale aggiornarli sulla nostra attività come partito di governo
  • Discutiamo e prendiamo una decisione riguardo all’opportunità, che io auspico, di avere una sede del partito fronte strada, dove il cittadino passante possa fermarsi per chiedere, dire, informarsi, raccogliere materiale
  • Facciamo i ricevimenti settimanali in una giornata fissa nei quali i nostri gruppi (Provincia, Comune, e magari anche circoscrizioni) siano a disposizione dei cittadini
  • Facciamo una pagina Facebook del partito provinciale, in cui ci possano criticare, proporre, segnalare.
  • Pubblichiamo, con la massima trasparenza, il bilancio del partito
  • Pubblichiamo, con la massima trasparenza, lo stato dei versamenti della quota del 10% degli emolumenti degli eletti, a cui tutti si sono impegnati per iscritto e il cui mancato adempimento rappresenta (o meglio rappresenterebbe, finché non sono pubblici…) causa di incandidabilità

Ma soprattutto consideriamo che molti di questi sono semplicemente strumenti, e che oggi (ancor più di ieri) servono soltanto se sono orientati verso contenuti determinati, che i cittadini ci chiedono disperatamente: credo che il partito debba quini costruire, innanzitutto, una visione della città per il futuro, e chiedere poi ai nostri eletti nelle istituzioni che si impegnino a realizzarla.

Una nota finale sul piano regolatore, che è stato oggetto di dibattito vibrante: da come leggo la L.R. 5/2007, e le sue modificazioni recate dalla L.R. 12/2008 – e, certo, mi potrò sbagliare di grosso, la perfezione è di un altro mondo – sulla situazione pendente non si poteva fare nulla: anche se si fosse approvata la variante Dipiazza 118 (e se approviamo l’atto politicamente più significativo che un’amministrazione comunale ha a disposizione, come elaborato da quelli che criticavamo, cosa ci siamo candidati a fare?), anche in quella ipotesi politicamente impercorribile, le clausole di salvaguardia – in pendenza dell’esercizio di potere di controllo della Regione, e della successiva necessità di pubblicazione sul BUR (sempreché andasse tutto bene) – sarebbero comunque venute meno, e anzi, molto più a lungo, perché avremmo dovuto apportare tali modifiche da mettere la Regione nelle condizioni di chiederci di riadottarlo, insomma, ripartire da zero, ma tra molti mesi.
Ma davvero dobbiamo farne questo dramma? Gli uffici calcolano un volume di edificabilità  cantierabile pari a 37.000 m3 esteso sull’intero territorio del Comune: ovvero, più o meno, il volume di metà del palazzo del Comune sparso per tutto il Comune, peraltro nel più grave periodo di crisi del settore dal 1929 a oggi. Non mi pare insomma proprio il caso di paventare chissà quali cementificazioni dopo il 6 agosto. Noto però con grande divertimento che il PdL sia diventato il partito degli ambientalisti (andate sui profili FB dei consiglieri comunali, nonché sui giornali di questi giorni, se non ci credete…). Insomma, cerchiamo di non farci coinvolgere dal gioco delle parti, e cerchiamo invece di concentrarci sulla visione futura, a lungo termine, che abbiamo dello sviluppo della città: determinato, in parte significativa, dalla nuova variante generale del piano regolatore che riusciremo a elaborare, con i tempi e i modi che necessita uno strumento di tale importanza e complessità.

Share

Annunci

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...