Post(umo) Consiglio

Post(umo) sull’ultimo consiglio comunale, datato 4 agosto 2011. Prima approvazione unanime di una serie di delibere, tra le quali quella che istituisce – in via sperimentale – la Consulta dei giovani, strumento di partecipazione del mondo giovanile alle politiche comunali. Viene fatta propria la mozione (Grilli) “Lingua dei segni” che impegna il Sindaco all’istituzione – in riferimento alle sedute per le quali si ravvisi una specifica necessità – di un sistema di traduzione dei lavori nella “Lingua dei segni”. Momento simpatico e irrituale: il Consiglio ha infatti espresso la sua approvazione nella lingua dei segni, oscillando le mani tese in aria.

Quindi il Pdl chiede una sospensione dei lavori, che viene loro concessa (a mio parere già generosamente). Tornano in aula e chiedono che l’assessore Grim si impegni immediatamente a relazionare e discutere la delibera sull’istituzione dell’asilo nido aziendale. Chiedono insomma di dettare loro l’ordine dei lavori. Coloni parla contro (mitemente, e come se no? Coloni è mite di natura), dando una disponibilità a verificare se – al termine dell’ordine dei lavori prestabilito – ci sarà modo di affrontare questo ulteriore punto. I consiglieri del PdL si esibiscono in una “stupenda” messinscena, abbandonando l’aula, pronunciando parole non giustificate in assoluto, tanto meno rispetto agli eventi a cui erano correlate: “vergogna”, “più bombe meno asili”. Vabbé. Peraltro, al termine delle proposte di deliberazione, l’assessore Grim fa la sua relazione, con il Pdl in largo granatieri che cena del grego. Vabbé. Come se non fosse stato un Consiglio sufficientemente frizzante, c’è la ciliegina sulla torta: intorno alle 22.30 il capogruppo Coloni propone di chiudere i lavori del Consiglio. Andolina (Federazione della Sinistra) parla contro perché vuole che sia discussa la sua mozione sulla TAV: non trattandosi della cosa più piana del mondo, e non ravvisandone l’urgenza straordinaria (anche formalmente l’urgenza della mozione era stata derubricata dalla conferenza dei capigruppo) votiamo contro. Da ciò ne nasce un caso (che caso non mi sembra) sulla spaccatura della maggioranza sulla questione Tav. Semmai la spaccatura si è espressa su tempi e modalità della discussione. Quanto al merito della questione, la “mozione Andolina” vuole impegnare il Sindaco a rappresentare ai Ministri degli Interni e delle finanze (rectius dell’Economia e delle Finanze) che a) le opere pubbliche non devono mai essere eseguite senza l’accordo dei cittadini che ne subirebbero effetti devastanti b) è inaccettabile che la realizzazione di un’opera pubblica comporti la militarizzazione di un’area del Paese c) non si deve realizzare un’opera se non è suscettibile di un rientro economico in tempi ragionevoli.

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