Gazpacho estivo

Si va via qualche giorno, magari una settimana, o addirittura 10 giorni, anche se non continui. Di ritorno, non resta che una lettura sincopata dei giornali, un po’ qui e un po’ lì, ché tanto si ricostruiscono le cose.

L’estate: il Governo si inventa una manovra finanziaria geniale. Lacrime e sangue, ma dopo. Cioè dopo dopo. Cioè dopo le elezioni, che prevedono già di perdere.

“E noi non ci saremo, noi non ci saremo”

Mi ricorda la vicenda della legge elettorale, il cd. porcellum: una legge fatta per non funzionare quando – probabilmente – avrebbero vinto gli altri. Così da affidare un bel Parlamento ingovernabile a una coalizione già di per sé ingovernabile, che avrebbe fatto crack nel tempo più breve possibile, con un tale tonfo, che la stessa legge elettorale sarebbe riuscita – dopo il tonfo – a costruire maggioranze numericamente consistenti. C’è una perfida (ma semplice) genialità in tutto ciò, va ammesso.

Tant’è: stangata dalla BCE, la manovra va anticipata.

Che è un po’ come dire che il governo dell’economia in Italia è stato commissariato dall’UE. Evvai.

Poi c’è il meeting di Rimini, a cui vorrei assolutamente assistere una volta nella vita: l’ex comunista (ma sempre soft) Nap è acclamatissimo, nella fiera riminese.

Vabbé.

Quindi i guizzi angusigoleschi del nuovo che avanza (!): formigoni e montezemolo. Lapo Elkan aspetta l’estate 2032, non perché sia troppo mona, bensì perché troppo giovane.

Quindi la tassazione degli edifici di proprietà della Chiesa. Con una bella dose di approssimazione negli argomenti, con un interessante mis-mas trasversale di posizioni, e soprattutto con la forza del tabù: guai a parlare dell’argomento.

Come la vedo? La vedo che alcune regole hanno la loro razionalità (ICI, IRES), ma non stento a credere che siano abbondantemente eluse. La vedo che altre regole (8 x 1000) non hanno la loro razionalità. Eppure, la vedo che finché lo Stato continua ad appaltare alla Chiesa un certo welfare sociale, si va poco lontano a parlare di ICI, IRES e 8 x 1000. E a sforzarsi in discorsi astratti sulla laicità dello Stato, che andrebbe coltivata dal basso verso l’alto, e non viceversa.

Poi il commissariamento della politica estera. Per non dimenticare: la splendida immagine di Mister B. che bacia le mani a Gheddafi.

“Eminenza, vi bacio, vi imploro”.

E poi, accanto all’annoso problema dell’aumento dei canoni di ombrelloni e lettini, c’è il tormentone latino dei costi della politica. Non che non sia una cosa seria, ma sempre lì siamo.

Dimezzare il numero dei parlamentari? Mi pare una pessima idea in una Paese la cui eterogeneità linguistica, culturale, storica e sociale è enorme. Si potranno probabilmente ridurre. Ma dimezzarli è una cazzata straordinaria: si pensi al FVG, in caso di dimezzamento di deputati e senatori. Forse potremmo avere un rappresentante romano. Si dimezzino piuttosto le indennità.

Abolizione delle Province? Si faccia (sarei disposto a scommettere una certa cifra che le cose andranno in senso contrario), ma non si pensi che abolire le Province ci porterà nel benessere sfrenato. Armi di distrazioni di massa, magari fondate nei loro argomenti, ma poco decisive nei loro obiettivi.

Dai dati sulla supertassa scopro invece che, nel Belpaese, l’87% dei redditi superiori a 90.000 euro derivano da pensioni o lavoro dipendente. Mi guardo intorno, macchine, barconi, belle case. Presumo che per l’87% appartengano a pensionati e lavoratori dipendenti.

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One thought on “Gazpacho estivo

  1. Non è un tormentone latino, i costi della politica sono un problema serio.
    Forse è ancora più serio il problema dei costi occulti della politica tutto l’insieme di mafiosità politica e di favori occulti che giornalmente uccidono l’italia.

    Personalmente non voglio un dimezzamento dei posti dei parlamentari, vorrei una loro riorganizzazione. Un numero congruo di parlamentari in un unica aula in base alla popolazione ma di sicuro moti meno di adesso. Personalmente penso ad 1/5 di quelli attuali.

    Invece per quello che riguarda la chiesa sono più che a favore dell’eliminazione di tutte le esenzioni fiscali, ma mi giunge una domanda in mente : “perché non si fa una bella multa pesante che colpisca chi alla fine dell’anno non spiega come si è speso il ricavato di 8x 1000 e altri contributi ? ” Perché forse la chiesa cattolica è l’unica che non presenta un bilancio ? eh già..

    Togliere le province è un problema. Ci sono tanti politici Inutili e pericolosi che fanno i presidenti di provincia. Non so se vorrei davvero correre il rischio di vederli in un ente vero a fare altri danni. Mah

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