Il tempo che non passa

Pensavo di poter appartenere a una generazione di triestini a cui sarebbe stato risparmiato di dover votare contro – o a favore – a una mozione che chiede di intitolare una via al 12 giugno 1945.

Mi sbagliavo, e di grosso, se è vero che ieri sera il Consiglio comunale è stato prevalentemente impegnato, dalle ore 19 alle 23.30, a lavorare al solito cantiere della memoria.

Credo che la funzione della politica sia quella di togliere all’odio il suo carattere eterno, la subordinazione del presente al passato: celebrare il culto della memoria, a forza di rivendicazioni toponomastiche, e in particolare in una città come la nostra, è un modo per la politica di rinnegare se stessa.

Intitolare una via (poi, quale via?) è un pessimo servizio reso alla memoria. Per provarlo, chiedetevi cosa è successo il (via) XXX ottobre, ad esempio.

Sottoscrivo dunque ogni parola di questo comunicato stampa, e della mozione allegata.

“Chi controlla il passato, controlla il futuro, chi controlla il presente, controlla il passato”

Da G. Orwell, 1945.

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