Maratona consiliare / 1

(L’altro)ieri notte maratona consiliare.

Con lo start informale alle 17.30 per una gran bella iniziativa che ha coinvolto decine di ragazzi e bambini: nostri ospiti in aula, hanno simulato la partecipazione alla vita pubblica. Confesso: mi piacciono i film americani d’azione, e mi piacciono pure queste cose un po’ melense, un po’ volemmoseme bene. Pezzo migliore del film dell’altra sera: appello dei consiglieri, alla chiama di Patuanelli rispondono due ‘Si’: Stefano e figlio.

Si continua con le domande di attualità, in mezzo c’è la delegazione di occupytrieste che ci fa visita in Palazzo Cheba.

Alle 19.30 si parte con un (quasi) comodissimo riconoscimento di debito fuori bilancio. Finiremo tra le 4.30 e le 5.

Servirebbe perciò un post lunghissimo. Sarà semplicemente lungo. Anzi saranno due.

Portiamo a casa la delibera sulle direttive per la nuova variante generale del piano regolatore (il secondo punto all’odg). Una galoppata, dovuta a una pressione sociale non indifferente. Per portare a casa le direttive ci abbiamo messo 5 mesi: la scorsa amministrazione ci ha messo cinque anni e diversi mesi. Udine: 14.

L’esame è partito con un’insidiosa serie di questioni pregiudiziali, non molto appetibili sul piano comunicativo. Ve le risparmio, seppure si tratti di questioni importanti, che hanno impegnato diverse ore della seduta. Alla fine ne siamo venuti fuori.

Quanto al documento di direttive, lo posterò venerdì nel testo definitivo inclusivo degli emendamenti: sono direttive, e come tali vanno intese. Linee guida. Non si tratta dell’adozione di una nuova variante. Non ci sono colori e disegni, insomma.

Certo, c’è la ghiotta questione delle salvaguardie: di chi vede tutto verde o tutto grigio. Il documento (e le salvaguardie) non sono invece un documento monocromatico. Considerano la complessità di un funzione che – con il bilancio – è senza dubbio quella che qualifica più nobilmente le attribuzioni del Consiglio. E in quanto tale, nell’esercizio di tale funzione, non si può che farsi carico di un complesso equilibrio: (ad esempio) c’è il consumo di suolo, c’è il dissesto idrogeologico; ma c’è anche il diritto di proprietà (che consente, nella sua estensione naturale, di godere in modo pieno ed esclusivo dei propri beni), ci sono le legittime aspirazioni e aspettative di proprietari di beni dietro ai quali ci sono risparmi e davanti ai quali ci sono prospettive di vita; c’è un settore – quello dell’edilizia – che negli ultimi due anni ha registrato quasi mille cassaintegrati (più di quanti ne occupi direttamente la Ferriera); c’è che gli indici di edificabilità determinano il valore di mercato dei terreni, e sulla base di questo si determina la base imponibile dell’ICI, ovvero una fonte significativa di entrate del Comune stesso. Schei che poi servono per gli asili, per il welfare sociale, per gli spazi di aggregazione giovanile, per tutte le belle e sacrosante cose che servono e costano.

In questo senso il documento e le salvaguardie muovo da un buon punto di equilibrio.

La delibera viene approvata alle 3 passate, poi si passa alla seconda gatta da pelare, sulla quale rinvio al post successivo.

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