23/12 n. 2: Welfare padano? No grazie.

Cancellate le norme discriminatorie.

Nella predisposizione delle graduatorie per l’accoglimento dei bambini nelle scuole dell’infanzia si tiene conto del requisito della residenza di almeno uno dei due genitori nella città di Trieste.
Secondo la seguente tabella:

Anni di residenza

Punteggio

Fino a 5 anni

1

Da 5 anni e 1 mese fino a 10 anni

2

Più di 10 anni

3

Così recitava l’articolo, approvato nella scorsa consiliatura su sponsorship leghista, che è stato abrogato con il voto del Consiglio comunale nella seduta dello scorso 23 dicembre.

Il welfare sociale targato Lega è stato già dichiarato illegittimo in numerose occasioni, in quanto indirettamente discriminatorio e perciò in contrasto con le libertà fondamentali sancite dai Trattati europei.

Sul punto si è pronunciata pure la Corte costituzionale, proprio in riferimento a una recente normativa della Regione autonoma FVG.

E, quel che dovrebbe convincere i leghisti stessi – perché pecunia non olet – è che introdurre misure illegittime costa: non più di tre giorni fa abbiamo preso atto di un debito fuori bilancio, che derivava proprio dall’eredità che abbiamo ricevuto fatta anche di queste scellerate politiche.

Escludo i non residenti (leggi stranieri) da un prestazione sociale: se hanno i mezzi si rivolgono a un giudice e vincono. E il Comune (giustamente) paga la prestazione, i danni e le spese legali.

Interessanti gli emendamenti della stessa Lega sul punto. Faccio un solo esempio, il più fulgido: siccome pure loro hanno capito che la residenza è considerata un elemento indirettamente discriminatorio (si vogliono, in realtà, colpire gli stranieri), si inventano il seguente emendamento (a scanso di equivoci, bocciato!): i punti bonus vengono attribuiti sulla base dell’anzianità contributiva sul territorio.

Cioè: se ho 23 anni, trovo lavoro a Trieste – assieme a mia moglie / mio marito o la mia / il mio compagna/o – mi ci trasferisco e, nonostante tutto e tutti, decidiamo di mettere al mondo una creatura, quando si tratterà di iscriverla alle scuole per l’infanzia comunali, saremo penalizzati rispetto al notaio 40enne che da 15 anni versa contributi nel Comune. Possiamo anche immaginarla senza il trasloco: finisco di studiare, comincio a lavorare, metto al mondo un figlio che verrà penalizzato rispetto al figlio del farmacista 45enne che versa contributi da 20 anni nel territorio del Comune.

Splendido. Una vera follia. Che si sappia: questi sono quelli che blaterano di mancanza di equità, di difesa della propria gente, etc…

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