Sfigati e sfigati

Sembrerebbe che il gggiovane (37 anni) vice-ministro Martone abbia affermato che se a 28 anni non sei ancora laureato, sei uno sfigato. Affermazione da inserire nel genere delle gloriose uscite della Lady di ferro Thatcher (“se a 30 anni non hai ancora l’autista sei sfigato”), o di Padoa-Schioppa (ricordate i bamboccioni?). Non fosse che Martone non è né Thatcher né Padoa-Schioppa.

28 anni, esattamente la mia età: purtroppo rientro pienamente nella categoria dei secchioni, dunque non mi posso personalmente indignare.

E di più: tutto sommato non è sbagliato – anzi è sacrosanto – contestare il fraintendimento collettivo sulle generazioni, e affermare che a 28 si è nel pieno dell’età adulta. Così come a 65 si è vecchi.

Ciò che rende un po’ difficile schierarsi a favore del viceministro, è proprio lui: Mr. Martone è diventato professore ordinario a 29 anni (un po’ inusuale, oggi, in Italia, per quanto bravo tu sia), stranamente nello stesso campo ove operava l’illustre babbo, in odore di P3.

E ce ne sarebbe ancora, ma vi rimando a una faziosa bio da altrui redatta.

Dunque, prof. Martone, è vero; sarebbe giusto che in Italia più 28enni avessero una vita pienamente realizzata. Così come sarebbe bello che – soprattutto in Italia – un po’ meno figli facessero il lavoro dei padri. Ché ho tutto il sospetto che le due cose siano frammenti dipendenti dello stesso italianissimo mosaico fatto di familismo e immobilità sociale.

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13 thoughts on “Sfigati e sfigati

  1. più che la Thatcher o Padoa Schioppa ricorda la Gelmini. Quella che prima criticava i prof. del sud che insegnano male e regalano voti, e poi si scopre dove (e come) ha fatto l’esame di stato per avvocato..

  2. Ma po’ te se ciami Michel, andemo avanti per cortesia… Il solito, trito predicare bene e razzolare male. Uno a 28 anni pol anche esser che lavora da 15 e non devi esser sfigado necessariamente…

  3. Cio’ non toglie che – eccezion fatta per chi studia E lavora – una persona che studia mediamente senza farsi un culo quadro dovrebbe laurearsi in corso, con un massimo di uno o due anni in piu’ – se uno ci mette 10 anni per prendere una laurea che ne richiederebbe 3 o 4 o 5 (non so se Martone si riferisse alle lauree dei nostri tempi o a quelle nuove – a maggior ragione, visto che ci vorrebbero 3 anni soli!) e’ sicuramente uno che ha cazzeggiato alla grande – probabilmente perche’ aveva qualcuno che lo manteneva a fare l’eterno studente..!

    • …o magari ha combattuto con una malattia e ha perso una persona cara all’improvviso, ma non si è arresa e si è laureata lo stesso, ampiamente dopo i 28 anni con ottimi risultati, e nel frattempo ha lavorato per non pesare sulla famiglia…i casi sono tanti e generalizzare è sempre una cosa sbagliata. Non conosco il prof. Martone, quindi non ne posso parlare, ma la frase denota un atteggiamento, perlomeno, superficiale se non offensivo per chi cerca di realizzarsi anche se la vita rema contro.

  4. quello che conta è ragionare sul concetto da lui espresso e non sulla sua persona. ci tengo a sottolineare che Martone è stato ed è tuttora un professore brillante, visionario, avanguardista e senza peli sulla lingua… fossero tutti come lui qui in Italia ci sarebbe meno buonismo benpensante e meno “uguaglianza rassegnata”.

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