il metodo Boffo

In queste ore sta montando una storia non proprio simpatica.

Sintetizzo alla grande: un caro amico partecipa a un concorso in Comune (co.co.co durata 1 anno, se ho capito bene bandito ogni anno dal 2002…). Lo vince. Qualcuno scopre il legame di amicizia che mi lega ad illo, tirando fuori una notizia de il piccolo del 2009, in cui si riporta fossimo in Barcolana insieme. Da ciò si allude più o meno chiaramente al fatto che ci sia stata una mia influenza sulla questione. Lo si allude in maniera travagliesca, così, accostando le due cose e basta. La vicenda è talmente campata in aria, che non meriterebbe alcun intervento. Ma siccome sono coinvolte terze persone, e la cosa sta girando on-line, e la democrazia della rete così vuole, ecco il mio punto di vista, per punti:

1. Pensare che io sia così potente da influire su un concorso è lusinghiero. Vi ringrazio, ma ahimé, non è così. Ponendo questa condizione ipotetica, e aggiungendovi altra condizione altrettanto ipotetica della malafede, troverei innanzitutto un impiego a me stesso, che sia possibilmente più “monotono” dell’attuale assegno di ricerca annuale.

2. Mi spiace che l’articolo de il Piccolo del 2009 riporti il nome del “panfilo” parzialmente. Il nome integrale, per una vicenda genetica complessa, è: Confinandante – Gay Paradise. Così la storia si arricchiva di altri misteriosi risvolti.

3. In un blog si cita un mio post sulla disoccupazione giovanile, con intento denigratorio (il post diceva, circa: All’ATER 1 posto per 1 anno, 400 partecipanti, sticazzi!). Si riporta anche un video della candidatura, che non ho avuto il coraggio di riguardare, perché mi ricordo che fosse osceno. Comunque: al concorso citato nel post ha partecipato un altro caro amico, partecipante alla stessa Barcolana, nonché coarmatore di confinandante – gay paradise. Spero che la taumaturgica vicinanza al sottoscritto porti giovamento anche a lui, quasi fossi un cornetto della fortuna, e vinca pure lui quel concorso (o magari un altro un po’ migliore), anche perché finora con i concorsi gli è andata un po’ di sfiga.

4. Infine: la storia mi ricorda il cd. metodo Boffo. Ovvero: piantare un caso su una storia totalmente infondata, giusto per tirare casino a qualcuno. Coinvolgendo in questo caso, con nomi e cognomi, persone che non hanno scelto di fare politica, non accettando il rischio della macchina del fango. La tempistica è, infine, vagamente sospetta: nella scorsa settimana infatti era venuta fuori una spiacevolissima questione, sul crinale dell’antisemitismo, che riguardava il sottoscritto e altri esponenti politici. Vabbuò, vabbuò, ja’…

Scusate se non intenderò tornare sull’argomento, anche se – magari – converrebbe, ad esempio ritirando fuori il precedente da cui sembra nascere tutto questo, o – indifferentemente – fare qualsiasi altra cosa per prestarsi al tiro al bersaglio in quanto, come diceva il vecchio e compianto Giorgio De Rosa, in politica è meglio che parlino di te dicendo che sei coglione e farabutto, piuttosto che non ne parlino affatto.

Ma le cose devono cambiare, e cambieranno.

p.s. Approfitto per invitare tutti i vecchi membri del gruppo “gli amici di gay paradise” (qui la pagina Fb) a reiscriversi, perché il gruppo è migrato al nuovo formato. Chi vi sia salito almeno una volta, o chi sia in cerca di un’occupazione (meglio se precaria), è invitato ad iscriversi!

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