crisi, diritti e PD

 Alcune recenti “contingenze” – relazione al PE europeo e perentoria sentenza della Cassazione – hanno rimosso le acque del dibattito in materia di riconoscimento dei diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Quando, alcuni giorni fa, ho scritto che  – a differenza di quanto sostiene Bindi – lo statuto costituzionale della famiglia è proprio un buon argomento per estendere il matrimonio alle coppie di persone dello stesso sesso, e non per negarvi l’accesso, ho raccolto i commenti più diffidenti nel mio stesso partito. Questa storia per cui “ci sta la crisi” e non sarebbe il caso di occuparsi di diritti civili… incomincio a sentirla troppo spesso: non c’è il lavoro, chi se ne fotte dei diritti civili. La storia insegna invece che le due cose procedono di pari passo.

Quoto dunque pienamente Cristiana AlicataVoglio, desidero, esigo che l’intero partito si muova su questi temi. Non esiste qualcuno che si occupa di questo tema mentre gli altri fanno finta di niente o scappano ed evitano di toccare l’argomento. Sia patrimonio di tutti“.

Perché il problema più grosso non è quello di ritrovarsi in minoranza nel proprio stesso partito, bensì di non avere occasione per esprimere le proprie convinte argomentazioni: ché magari si finisce per convincere qualcuno.

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