La pia illusione dell’e-democracy

1928, Carl Schmitt, magari presbite, non certo miope:

«Potrebbe immaginarsi che un giorno per mezzo di ingegnose invenzioni ogni singolo uomo, senza lasciare la sua abitazione, con un apparecchio possa continuamente esprimere le sue opinioni sulle questioni politiche e che tutte queste opinioni vengano automaticamente registrate da una centrale, dove occorre solo darne lettura. Ciò non sarebbe affatto una democrazia particolarmente intensa, ma una prova del fatto che Stato e pubblicità sarebbero totalmente privatizzati. Non vi sarebbe nessuna pubblica opinione, giacché l’opinione così [raccolta] di milioni di privati non dà nessuna pubblica opinione, il risultato è solo una somma di opinioni private. In questo modo non sorge nessuna volonté générale, ma solo la somma di tutte le volontà individuali, una volonté de tous» (Verfassungslehre, La Dottrina della Costituzione).

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3 thoughts on “La pia illusione dell’e-democracy

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