Provincia unica della Svezia Giulia

Forse si riferivano alla Svezia Giulia, con Villesse capitale? Nei giorni scorsi i vertici del PdL regionale annunciano di voler fare la Provincia unica di Trieste e Gorizia. Fin qui, niente di eccezionale, niente di male: è difficile negare che l’articolazione territoriale degli enti intermedi, anche solo a guardare il Friuli Venezia Giulia, è disarmonica e schizofrenica, rispetto alle funzioni esercitate. Si pensi alla Provincia di Trieste, con territorio e popolazione poco più esteso/numeroso rispetto al Comune maggiore, e invece alla Provincia di Udine, che occupa gran parte della Regione. Quindi, tutti d’accordo con Gottardo del PdL? Pare di no, a cominciare dai suoi compagni di partito triestini [in fondo inedito documento del colloquio tra gli esponenti triestini del PdL e il coordinatore regionale]. Già, perché oltre ad annunciare l’unificazione, il coordinatorre regionale ha anche indicato la futura sede della provincia unica: Gorizia. Si, Gorizia, casualmente quella stessa città ove si svolgono a maggio le elezioni amministrative. Con ciò ha suonato le campane del campanilismo triestino: non se ne parla, dicono innanzitutto i suoi compari. Argomenti un po’ vaghi, a dire il vero, nonostante ve ne fossero di più seri: ad esempio, se Trieste scompare dalla lista delle province italiane, il Prefetto si sposta a Gorizia? E il commissario di Governo pure? Insomma, la Provincia può essere valutata come una ridondanza istituzionale (a scanso di equivoci, così com’è, io credo lo sia), ma è pur sempre un’infrastruttura istituzionale dello Stato, che non si può levare da un giorno all’altro con un colpo di penna. O – peggio ancora – semplicemente annunciare di levare, per l’opportunità delle imminenti elezioni amministrative.

Dal Pd regionale stiamo facendo un lavoro che vorrebbe essere un po’ più sensato: prima adoperiamoci per rilevare le ridondanze istituzionali, e poi – come si dice oggi in casa Lega – facciamo pulizia. A partire dai molti Comuni troppo piccoli per esercitare le funzioni che spettano loro: favoriamone la fusione, o agevoliamo l’esercizio associato delle loro funzioni. Poi guardiamo dall’alto: la Regione smetta di svolgere la sua funzione di diretta amministrazione, e peggio ancora la sua funzione direttamente contributiva (soldi a pioggia). E svolga al meglio la sua funzione legislativa, ricondandosi negli atti – e non solo a parole – della sua specialità. Ciò detto, tra la Regione e i Comuni un ente intermedio resterebbe necessario, al fine di svolgere le funzioni sovradimensionate per un Comune, e troppo strettamente territoriali per la Regione (es., trasporto pubblico, rifiuti, acqua): la svolgano le Province, ma come enti di indirizzo e coordinamento, il cui dimensionamento dev’essere proporzionato alle funzioni che sono chiamate a svolgere. Tutto molto bello: peccato che in casa Pd (quasi) nessuno parli per cercare di convincere i cittadini che cerchiamo di fare un po’ meglio degli altri.

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5 thoughts on “Provincia unica della Svezia Giulia

  1. Una volta, tanto tempo fa, s’era deciso di istituire una struttura temporanea, le Provincie, con la promessa, in un futuro prossimo, di toglierla, appena venuta meno la sua funzione.
    Questa funzione è da tempo superflua, ma esiste ancora… il problema quindi di unificare le provincie non dovrebbe neanche porsi. Non trovi?

  2. Sulle province: non sono affatto necessarie. Ok che un ente intermedio tra comune e regione potrebbe servire, ma questo potrebbe non essere una provincia. Si potrebbe fare come in Germania: lasciare liberi i comuni di associarsi in circondari – i Landkreis – per gestire assieme quei pochi servizi troppo grandi per i comuni piccoli, come le strade di collegamento, il trasporto pubblico, la protezione civile, i servizi sociali eccetera. Nessuna elezione per il circondario, le personalita’ tecniche per la sua amministrazione sono nominate dai sindaci. Cosi’ si ottiene la stessa cosa a minor costo, e si guadagna in flessibilita’, visto che ogni gruppo di comuni decide cos’e’ meglio per la propria realta’ locale. Le grandi citta’ invece non hanno bisogno di creare circondari, hanno massa critica per gestire da se’ i servizi circondariali.
    Che ne pensi?

    • Mi pare una ricostruzione del tutto sensata, anche perché i servizi erogati dall’ente intermedio sono solitamente percepiti – a livello di responsabilità – come erogazione dell’ente di prossimità (i comuni). Ed è quindi sensato che l’ente di indirizzo sia emanazione di chi risponde di fronte ai cittadini della qualità dei servizi erogati. Se il bus fa schifo la stragrande maggioranza dei cittadini non va a protestare in Provincia, e lo stesso se il servizio di raccolta rifiuti funziona male. Ciò mi fa venire in mente che avrei dovuto aggiungere (almeno) una cosa nel mio post: una volta riogranizzato il quadro, gli enti intermedi chiamamoli come preferite. Forse sarebbe addirittura meglio non chiamarli Province. Soltanto che più lontano si vuole sparare, più grosso deve essere il cannone. Per fare molte cose di quelle che citi, e forse alcune di quelle che cto io, ci vuole una revisione costituzionale ad hoc, e – dagli anni ’80 ad oggi – sappiamo che fine hanno fatto le riforme costituzionali. Viva!

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