Pussy Riot

Sottovalutavo le mie doti grafiche: il fotomontaggio (grossolano, almeno mi pareva) dello striscione sulla facciata del Comune (recitava, virtualmente, “Trieste chiede il rilascio delle Pussy Riot“, scriveva veramente “Trieste chiede il rientro dei Marò“), con centinaia di condivisioni (chi serio, chi faceto) è diventato quasi reale: occhio alla webdemocracy (e la web accountability) dicevamo e ridiciamo. 

Alcuni voci dell’opposizione ne sollevano un caso agostano, in quanto l’illustre  democratico Tarcisio Barbo commenta piccato (neanche tanto): dall’opposizione si strepita: grossa spaccatura all’interno del Pd (!).

Qualche giorno fa appuro addirittura che “La Destra” ha organizzato un volantinaggio in Piazza Unità per censurare il comportamento di me medesimo e la scelta del Sindaco, di qualche giorno fa, di levare lo striscione (a scanso di equivoci, levare lo striscione dei Marò, in quanto quello delle Pussy Riot non è mai esistito nel mondo materiale). Il comunicato stampa de La Destra stigmatizzava infatti la “coscienza che non fa parte dell’essere del consigliere comunale Pd Faraguna, che tramite social network si divertiva a esortare su suddetto striscione alla liberazione delle Pussy Riot”

Ora: lo striscione, a quanto apprendo, è stato tolto in accordo con coloro che l’avevano proposto. E aggiungo e non nascondo sulla questione striscione Marò le mie perplessità, che sono presto spiegate, per un motivo semplicissimo. A quanto mi risulta (o meglio, a quanto mi raccontano quelli più esperti di me in diritto internazionale), non c’è ragione perché i militari italiani siano detenuti in India. Quindi la preoccupazione e l’azione dello Stato italiano per la loro sorte mi paiono del tutto giustificate. Se io fossi stato il Sindaco avrei però evitato lo striscione: lo si era fatto per Eugenio Bon, il marittimo rapito. Che era originario di queste terre, è insomma, questo cambia le cose. C’è un legame territoriale che giustifica il gesto simbolico di una comunità, che si stringe intorno ai familiari concittadini. Se dobbiamo cominciare a fare striscioni per tutti i cittadini, lavoratori, militari italiani incorsi in qualche disgrazia in giro per il mondo, la facciata del Comune non basterebbe. E – aggiungo senza imbarazzo – credo che esistano parecchie situazioni di disgrazie ancor più drammatiche di una situazione – quella dei Marò – che è certo grave e delicata, ma – per fortuna – non ancora compromessa. Ma per fortuna il Sindaco è Cosolini, che è più accorto e più saggio di me, e le cose sono andate diversamente. Lo striscione si è fatto e dopo alcuni mesi lo si è tolto, e non certo su mio suggerimento.

Dietro a tutta la polemica montata vedo invece un leitmotiv della politica più antica e retriva: le Forze Armate sono cosa di destra. Che mi pare cosa assurda. Pari al corrispondente leitmotiv per cui gli sbirri sarebbero tutti maledetti, e altri luoghi comuni politici di tale fattura. Chissà, il Sindaco che è più saggio e più equilibrato, ha capito e non c’è cascato. Ha fatto lo striscione. Ma insomma: basta, sarebbe il caso la piantassimo un po’ tutti.

E aggiungo: se questi sono gli argomenti di opposizione politica, siamo fritti. Ci aspetta invece una intensa attività amministrativa, e ci attendono – piuttosto – temi pesanti (ferriera), belle novità (Trieste Next), progetti da realizzare (spazi a chi ha bisogno di spazi, meccanografico, tripcovich), politiche da concretizzare (dichiarazioni anticipate di trattamento, attuazione di politiche non discriminatorie per genere e orientamento sessuale) e immense, quotidiane, salutari matasse da sbrogliare.

Ci daremo dentro.

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4 thoughts on “Pussy Riot

  1. arrivo un po’ in ritardo a commentare, ma da profano del mondo della politica posso solo esordire nonchè concludere con un : “che amarezza”. Il mondo del web è pericoloso, ogni post/tweet può essere pericolosissimo sebbene manifestamente ironico. D’altronde da grandi poteri derivano grandi responsabilità 😀
    Solidarietà da uno studente. E big up per la democrazia Russa
    Youmarzo

      • Io intendevo la democrazia in Russia, che in effetti non è un modello così diverso dalla democrazia in altre parti del mondo (non serve nemmeno allontanarsi molto 😉 ). Credo comunque dobbiamo essere felici della nostra,seppur discussa , Democrazia

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