Miramare: Povero Nostro Max

I servizi segreti del PD ci informano che le critiche rivolte al Sindaco negli ultimi mesi si concentrano su due fronti: il fallimento della Triestina e la decadenza del parco di Miramare. L’esito è parzialmente confortante, trattandosi di due temi sui quali il sindaco ha pochissima o nessuna competenza.
Siccome di balon mi occupo pochino, due parole (anzi, due numeri) sul servizio verde pubblico del Comune di Trieste: 254 ettari di aree verdi, 122.850 alberi censiti, a fronte di 38 persone, di cui 18 operai, e 3 mln di Euro di Budget.
E – certo – ci sono tante cose da migliorare e altre che non funzionano, ma nel complesso si tratta, tra i servizi esercitati dal Comune, di un fiore all’occhiello che opera in ristrettezza di mezzi e uomini, in una realtà che – a dispetto di una percezione diffusa (anche del sottoscritto) – vanta un grande patrimonio di spazi verdi: l’estensione di verde a Trieste, rispetto al territorio urbano, è tra le più importanti  d’Italia.
Ultimo ma non ultimo: il servizio verde pubblico del Comune di Trieste non ha alcun titolo per occuparsi del castello di Miramare e del suo parco.
E nemmeno dell’Unione.
Piuttosto: il FAI ha lanciato da alcuni anni un censimento per individuare luoghi da recuperare (con il finanziamento di Intesa San Paolo). Miramare è decisamente indietro con i “voti” (dietro, per dire, al museo di Totò di Napoli). Non hai ancora segnalato? E che aspetti? Ci metti 30 secondi, a questo link. Il censimento si chiude il 31 ottobre!
Sembra una stanca petizione online, ma non lo è: per credere, dare un’occhiata ai luoghi già recuperati. Segnala!

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2 thoughts on “Miramare: Povero Nostro Max

  1. Pietro -per quanto ti possa apprezzare come persona- ti stai allontanando a gran passo da i propositi per i quali ti avevo votato l’anno scorso: da un “””baluardo””” della buona politica, attento osservatore ed indiscussa e apprezzabile mente, a semplice galoppino, portavoce e avvocato (diabolico) dell’orsetto ciccioso?
    Cacchio Pié, se queste sono le critiche maggiori all’operato del “bolscevico” [ 😉 ], le possibili spiegazioni sono tre:
    1. i “servizi segreti” del “”PD”” recuperano le informazioni dal topolino;
    2. i “criticanti” sono stati attentamente selezionati tra le statue di Joyce e Svevo o tra i cartoni replicanti gli avinazzati tifosi dell’unione
    3. avete preso a vangelo l’autorenferenzialismo della sinistra italiana, e non vedete più aldilà del vostro naso.

    In realtà ci potrebbe essere una quarta, anche se triste e deprecabile, spiegazione:

    Stai forse tentando di coglionarci?

    sono passati circa 500 giorni dall’elezione del nostrano Ollio, e forse sarebbe il caso di FARE davvero qualcosa: possibilmente qualcosa di diverso da assegnare incarichi palesemente inutili, camminate imbarazzantemente ignoranti, o discorsoni ripieni di aria fritta e conditi da promesse non mantenibili.

    sinceramente da un oberdanino mi aspettavo di meglio, o quantomeno l’onestà intellettuale del silenzio.

    • Caro Oberdan,
      Leggo attentamente la tua critica che – nonostante il peccato dell’anonimato (peccato perché avrei piacere di discorrerne più a lungo) – è, per quanto acre e profonda, seria e da rispettarsi perché rispettosa. Forse hai preso troppo sul serio affermazioni leggere: inutile dire che non esistono servizi segreti del pd, ma credimi – ben oltre l’autoreferenzialità della sinistra – le due questioni che citavo vengono imputate ben al di sopra di altre questioni, anche più serie, che probabilmente hai in mente tu, e che raccolgo anch’io (quelle più serie), sempre più, proprio da quel mondo della sinistra (spesso) autoreferenziale che mi citi. E credo siano in buona sostanza legittime aspettative. Quanto al tempo trascorso e ciò che si è fatto e non si è fatto, al di là di un astio quasi emotivo nei confronti del Sindaco che leggo nelle tue parole, e che lascio alla tua sfera sentimentale, anch’io mi sono affacciato convinto che in 100 giorni si rivolta la città. Giuro che invece non è così, salvo perdersi in dimostrazioni tanto simboliche quanto vane. La buona politica, sinceramente, io la vedo. Che poi è comunque l’arte del possibile. Stiamo ponendo in essere gli strumenti di pianificazione della città che in dieci anni sono stati abbandonati: urbanistica e mobilità, ovvero il cuore delle competenze di un’amministrazione comunale. Ci vorranno 5 anni per finire il lavoro, ma questo è il tempo del mandato. Abbiamo ridotto – diciamolo, perchè costretti – la spesa corrente di 6 milioni di euro in 1 anno (1 anno, e puoi immaginare quanto sia ingessata la spesa di un ente che conta 2500 dipendenti…). Non è un caso se abbiamo potuto permetterci l’imu sulla prima casa tra le più basse in Italia, tra città comparabili (capoluoghi di regione, ad es.). Gli amici del sindaco nominati che citi, sinceramente, non li riconosco: gli incarichi nelle partecipate sono stati affidati a personalità di spessore (penso ad acegaps, a trieste trasporti, alla fondazione…) ed i compensi ridotti, ove non sono state letteralmente liquidate società non necessarie (amt). Non è buona politica? Bisognava estrarli a sorte? Con acegasaps hera abbiamo fatto la più grande operazione del mercato rilevante nel settore italiano. La si può valutare bene o male, io la valuto bene, ma non si può dire che non abbiamo fatto. Next è stato inventato da zero, e – sempre spazio per criticare – non mi pare sia stato segno di immobilismo. Abbiamo aumentato l’assistenza domiciliare, abbiamo aumentato i posti – ancora pochissimi rispetto alla domanda – negli asili. Tutto in un anno. Non facciamo abbastanza? Non facciamo abbastanza bene? Siamo qui per sentire come possiamo fare di più, come possiamo fare meglio. Voci che raccolgo ogni giorno, e e che, ti assicuro, riesco a valutare serenamente anche senza la necessità di sentirmi dire che sono il galoppino dell’orso. Certo, ci sono diversi problemi, si chiede uno scatto che ancora non è stato sufficiente sulle politiche culturali, sulle politiche economiche – per quante poche leve dirette possa azionare il comune in questo settore – e si chiede di più a qualche membro della squadra di governo. Ma ti invito a confrontare con i dieci anni passati. E pensare che ce ne sono altri quattro davanti. E infine, spero di averti dato una risposta nel merito, anche se lo faccio in viaggio in condizioni un po’ precarie. Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma probabilmente è superfluo perché a te non interessa questa letteratura di propaganda e a me interessano più le critiche che non la missione di farti cambiare idea. Se ritenessi di proseguire, tu sai dove trovarmi, io purtroppo no…

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