Il garante dei detenuti (non garantisce la coerenza delle opinioni)

Arrivati alla fine (che poi è un altro inizio) della storia infinita: eletto ieri dal Consiglio il garante dei diritti dei detenuti. Figura piccola, ma importante, su cui si è abbattuta già da mesi la resistenza dell’opposizione, in particolare del PdL.

Secondo l’opposizione:

  • Sarebbe stato inutile, non ultimo perché il carcere di Trieste è diretto da un direttore illuminato (il dott. Sbriglia, mentre istituivamo la figura).
  • Sarebbe costato troppo.
  • Sarebbe stato pensato come un “posto per trombati” (guardate gli articoli di giornale di allora, e un post della serie “ogni giorno per Trieste, una polemica nuova, pretestuosa e infondata“, la cui rilettura con il senno di poi è illuminante…).

Alla fine tutto esattamente il contrario:

  • Il dott. Sbriglia è stato certamente un direttore eccellente. Oggi non è più direttore. E domani il direttore sarà ancora un altro, e una cosa sono le persone, altra le Istituzioni.
  • Il Consiglio ieri sera ha eletto garante la dott.ssa Rosanna Palci. Che non era candidata in nessuna lista, non era – per usare il di loro volgarissimo lessico – un “trombato della politica”, (dato che, in un sistema che aspira a un minimo di democrazia, non avrebbe comunque potuto e dovuto essere un ostacolo). Ha invece una ultradecennale e specifica esperienza, professionale e di volontariato, in tema di trattamento della persona detenuta, una laurea specifica, una specializzazione ancora più specifica.
  • Per lo svolgimento della carica è prevista un’indennità di circa 6.000 euro (lordi) all’anno. Molto meno di quanto si è speso, tra consigli, commissioni e doppi consigli – con tanto di centinaia di emendamenti, ostruzionismo e amenità varie – solo per discutere dell’istituzione della figura. 6.000 euro lordi sono peraltro un po’ meno dei 250.000 euro all’anno [dati P. De Robertis, La casta invisibile delle Regioni, p. 16] che prendeva (o prende ancora?) il garante dei detenuti del Lazio (chi governava, in Lazio?), un po’ meno dei 100.000 euro che prendeva il garante dei detenuti della Sicilia (chi governava in Sicilia?), che – per non farsi mancare niente – era contemporaneamente Senatore della Repubblica (del PdL, colpo di scena!).

Ora, finite le occasioni per polemiche di scarsissimo spessore (e rivelatesi clamorosamente infondate), il garante c’è, e la situazione del carcere è quella di un Paese che soffre – nei confronti dell’Europa – non solo di uno spread di tassi dei titoli di stato, ma anche di uno spread di diritti. Dal basso, dall’alto, da destra, da sinistra, è ora di darsi da fare per colmarlo. Il fatto che siano state presentate 29 candidature – delle quali diverse erano molto apprezzabili, eppure alla fine bisognava votare uno e un solo nome – è un primo segno di sensibilità di una città che ha già saputo essere d’avanguardia sociale per ciò che attiene alle istituzioni totali.

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4 thoughts on “Il garante dei detenuti (non garantisce la coerenza delle opinioni)

  1. penso invece che la persona eletta per quel ruolo sia quella giusta per i seguenti motivi:
    1) non è “inquinata” politicamente (non ha tessere di partito, non ha tessere di sindacato); al contrario di altri, che ritengono che la figura del garante dei carcerati debba essere una figura politica, io ritengo che invece proprio non lo debba essere in assoluto, perchè deve essere una persona di alta competenza e conoscenza specifica cui sia la maggioranza che la minoranza debbano/possano far riferimento e con la quale possano dialogare senza essere prevenuti,
    2) non è la persona che da mesi tutti già pensavano di veder eletta (minoranza, in particolare) e questo impedisce che la consigliatura Cosolini venga accusata di fare pasticci casalinghi e inciuci
    3) la competenza dell’eletta non è frutto di interpretazione di parte legata a “partitismo politico” bensì, come emerge dal curriculum in confronto a quello degli altri candidati, è frutto di reale esperienza acquisita con anni di lavoro nell’ambiente carcerario, il che non è poco, perchè garantisce la buona conoscenza dei meccanismi che regolano l’ambiente in cui dovrà operare.
    La controprova sul fatto che sia la persona giusta? Al contrario di quanto sicuramente sarebbe successo se fosse emerso il nome del “trombato” che tutti si aspettavano di veder eletto, le rimostranze dell’opposizione sono state praticamente inesistenti, all’atto della nomina dell’eletta, a riprova che l’idea di veder occupato quel posto non per investitura politica o per accordi politici di sottobanco, ma per competenza reale, trova l’approvazione di tutti.
    Un bell’esempio di “politica pulita”, direi, e di questi tempi non guasta!

  2. Finalmente l’elezione di una persona competente, seria, pulita, che si è raccomandata da sola grazie ad un curriculum fatto di conscenza, studio, esperienza.
    Alla Dssa Palci non posso che augurare un buon inizio lavoro ,sicura che si impegnerà con tutte le sue forze…alla fine quelli bravi anche se “figli, fratelli, amici, cognati….di nessuno….” EMERGONO SEMPRE!!!!!!! COMPLIMENTI!

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