La Cina è vicina

Per alcuni giorni questo blog non verrà aggiornato. Mi troverò infatti in Cina, con la mera copertura del viaggio di nozze: ovviamente si tratta di un gemellaggio tra Pd triestino e partito comunista cinese, per attingere dalle loro migliori pratiche, e adottarle finalmente anche nel Comune di Trieste. A partire dall’offuscamento di facebook, twitter e dei blog wordpress. A partire da questo. Che infatti non potrà essere aggiornato.
E parlando seriamente: la libertà di manifestazione del pensiero si comporta come tutte le libertà. Quando viene sottratta, si mostra per com’è: fondamentale.

Fuori dalle palle

“Se c’è qualcuno che reputa che io non sia democratico .. prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Se ne va dal MoVimento. E se ne andrà dal MoVimento”. (beppegrillo)

“A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle” (beppegrillo)

Viene da pensare che Grillo e il M5S stiano sbagliando rotta. E che questa sia una buona notizia. E invece credo che stia adeguando la rotta a una nuova navigazione: si aprono mari sconfinati a destra e Grillo intona accenti di sapore autoritario, da uomo forte al comando, petto in fuori, pugni sul tavolo. Fuori dalle palle.fuori

E non si dia del fascista a Grillo (e, di conseguenza ai grillini, date un’occhiata ai commenti nel blog…): non perché non siano vere le parole contro l’estensione dei diritti agli immagrati, non per l’antieuropeismo e il neoprotezionismo da Uomo Qualunque in salsa ambientalista.

Non lo si faccia perché in Italia, a dar del fascista a qualcuno, si finisce per fargli un favore.

Ah già: il PD farà le primarie per i Parlamentari. I dettagli devono essere ancora definiti. C’è quindi ancora margine per farle male e rovinare tutto. Ma non peggio di queste (lasciando pure perdere il numero di partecipanti totali, la pagina dei risultati – alla faccia della trasparenza – non riporta il numero di voti conseguiti…): ho l’impressione che questa nostra serie di scelte eccezionalmente giuste, una dopo l’altra, renda credibile la fine del mondo intorno al 21 dicembre.


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Dimissioni, Scioglimento, Elezioni. Il gioco dell’oca.

Tra scioglmento delle Camere e nuove elezioni devono passare non meno di 45 giorni (T.U. Camera/Senato), non più di 70 (art. 61 Cost.). Di media i giorni sono stati tra i 60 e i 70. Ciò significa: se si fosse andati a votare alla scadenza naturale della legislatura, il Presidente della Repubblica avrebbe sciolto le Camere nei primissimi giorni di gennaio. Il PdL – per un disperato bisogno di dimostrare la sua esistenza – decide di determinare un’improbabile crisi di governo a metà dicembre. In pratica qualche giorno di differenza (compreso Natale e Capodanno!). I primissimi risultati di questa geniale strategia:

  • Si torna certamente a votare con la legge Calederoli. Sciagura già probabile, ora probabilissima, se non sicura.
  • La borsa crolla, lo spread si impenna (chi l’avrebbe mai detto…?).
  • Berlusconi torna in campo, offendendo innanzitutto la destra italiana, e poi tutto il Paese e pure l’Europa. Apre le porte di entrata a Renzi (cit. gd) che – ovviamente – gliele risbatte in faccia. In compenso si aprono mille porte di uscita dallo stesso PdL (che non si sa se esisterà ancora).
  • Si apre la campagna elettorale dell’antieuropeismo. Non: cambiamo l’Europa (con più Europa). Ma: sfasciamo l’Europa (foto in fondo). Da tutti i fronti: PdL, Lega, M5S i primi attori di questo orrendo film, E certamente ho dimenticato qualcuno.
  • Si riapre, con sempre più determinazione (ci si mettono pure il Vaticano e la Cei!), l’assurda storia della candidatura di Monti. Starà pensando di dimettersi da Senatore a vita?

Un anno fa si svolgeva un film un po’ simile (dimissioni pilotate nel weekend, per non creare terremoti sui mercati, percorso guidato per l’approvazione della legge di stabilità). Il PD – quella volta – non batteva i pugni sul tavolo per andare a votare, un po’ perché avremmo vinto (violando l’art. 1 dello Statuto segreto: “mai vincere le elezioni”), ma soprattutto perché avremmo vinto “sulla macerie dell’Italia”. Oggi si torna a parlare di richieste di aiuti. Gioco dell’oca? “Torna al punto di partenza“? Ringraziamo per tutto questo una destra liberale, europeista, conservatrice e responsabile. Che in Italia non esiste.

ritorno berlusconi


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Fine Vita

Ieri sera consiglio surreale. Si parte dal conflitto israelopalestinese, con mozioni che da Palazzo Cheba pretendono di revocare ambasciatori e spostare truppe, e si passa attraverso le critiche alle luci natalizie di Piazza Unità, fino al portovecchio, il punto franco, la solidarietà a Napolitano, alle forze dell’ordine, al 3-4 novembre… e chi più ne ha più ne metta. C’è un punto, tra le 16 e le 23, che merita di essere ricordato e riportato. Non una, bensi due mozioni sulle dichiarazioni anticipate di trattamento.capezzale

Si dirà che non servono a nulla, che il registro è una sciocchezza, che la povera Eluana è morta da un pezzo e che il fine vita non è più di moda. Invece si tratta di un passaggio importante. Tra i più importanti. Certo, una mozione non risolve TUTTI i problemi. Ma:

  • Nella triste vicenda di E. Englaro, c’è stato un decreto di una corte di appello che ha autorizzato a staccare la spina sulla base di una ricostruzione presuntiva della volontà, fondata anche sugli stili di vita del soggetto: un documento conservato in un registro di una pubblica amministrazione vale certamente più di questo.
  • Non è vero che il legislatore deve intervenire, in particolare se intende intervenire per affermare follie liberticide e retrograde. La tutela dell’autodeterminazione del paziente è già un principio pienamente operativo nell’ordinamento. Il problema è semmai la ricostruzione della volontà, e in tal senso un registro – a Trieste come nelle centinaia di Comuni che hanno già provveduto – è certamente utile.
  • La libertà di coscienza è importante, ripeteva il nostro ex capogruppo. Aggiungendo: della coscienza dei cittadini, non dei politici.

Tra un po’ di tempo, chi lo vorrà potrà recarsi in Comune e registrare le proprie dichiarazioni anticipate di trattamento. E’ poco. Ma è qualcosa.

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