La #giornatadiRenzo

27 gennaio 2013, giornata della memoria:

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Tondo non è certo obbligato a partecipare alla cerimonia solenne alla Risiera di San Sabba. Eppure fa un certo effetto vedere dal profilo twitter del Presidente quali sono state le sue priorità per il 27 gennaio 2013: la festa del norcino, gli auguri ad Odino, il club delle Ruote del Passato di Polcenigo. Come se non bastasse, non mi è riuscito di trovare nemmeno una parola (un comunicato, un ansa, un saluto…) proveniente dall’Istituzione Presidenza della Regione (se ho cercato male chiedo scusa fin d’ora).

Che il Presidente della Regione che ospita il ricordo dell’unico lager nazista in Italia, monumento nazionale, anteponga norcino, Odino e ruote del Passato alla giornata della memoria è molto discutibile. Che dall’Istituzione Presidenza della Regione non giunga nemmeno una parola è semplicemente inaccettabile.

Non fraintendiamoci: la sua precedente attenzione alla giornata della memoria consente di escludere che il Presidente sia ideologicamente ostile alla celebrazione. Un cenno di Tondo si trova infatti per la giornata della memoria del 2012. Nel 2011 presenziò alla cerimonia, trascurando Odino e norcino. Nel 2010 mandò un cenno. Nel 2009 almeno un comunicato si trova.

Sarà una semplice dimenticanza.
Se di una svista si è trattato, Tondo chieda scusa per fugare ogni dubbio. Tanto più in una giornata segnata dalle inqualificabili parole del suo leader nazionale di riferimento, Silvio Berlusconi, che lodando il fascismo nella giornata della memoria, ancora una volta attira sull’Italia la disapprovazione dell’opinione pubblica internazionale. La giornata della memoria, in un’Europa ove focolai di intolleranza si riaccendono, è una cosa maledettamente importante. E non una perversione di sinistra.

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Ferriera e Consulenza (Rosato-Cosolini-Russo)

Sul tema conviene stare zitti. Che qualunque cosa scrivi è tutto un coro di “vergogna!!11!!”. “È una difesa d’ufficio”, si dirà, guardando il simbolo di partito sulla cover di questo blog.

I fatti: il Comune affida una consulenza – ritenuta necessaria da tutta la maggioranza (anche da qualche smemorato) – economicamente pesante (47000 euro) per far fronte al dramma ferriera (chiusura in tre mesi, ipotesi più probabile). La consulenza viene affidata a Francesco Rosato, ex direttore dell’impianto. Si alza un polverone. Motivo? Rosato ha sposato la sorella del segretario del PD Fancesco Russo. E, come se non bastasse non ci facciamo mancare niente: il consulente si chiama Rosato, esattamente come Rosato il parlamentare PD. Unici due Rosato a Trieste, nessun legame di parentela [questa circostanza dimostra: a) l’esistenza di Dio b) che l’Onnipotente rema contro di noi].

Polemiche su polemiche, purtroppo ampiamente prevedibili.

Cosa c’è di strano, dunque? C’è che le parti in causa, sindacati e capi-area dello stabilimento, dicono che è “una scelta coraggiosa del Sindaco” e valutano “legittima ma inutile la posizione assunta da alcune forze politiche a livello locale nel polemizzare sulla nomina” (vedi documento firmato FIM-CISL, CGIL-FIOM, UILM-UIL).

Ora: credo fosse prevedibile che questa cosa avrebbe sollevato un mezzo putiferio, e che è più facile gridare “vergogna!!11!!” piuttosto di ipotizzare che Russo, Cosolini e il PD hanno tutto da perderci in questa storia; o che casomai è Russo a essere il cognato del consulente (che era uno stimato professionista quando il senatore in pectore Russo aveva politicamente la braghe corte) e non viceversa; che fosse necessario e fosse l’unica soluzione praticabile.

No, non crediamoci: il Sindaco ha fatto questa scelta perché è masochista e vuole attivare un bel ventilatore di fango puntato sul PD, proprio all’avvio di due campagne elettorali. Perché è una spia del nemico e vuole danneggiare il PD, che rischia di vincere le elezioni, violando (da queste parti ancora una volta) la nostra regola numero 1 (“mai vincere le elezioni”).

E intanto la Ferriera, e le sue perenni contraddizioni giunte ormai al capolinea, restano sullo sfondo. Il lavoro delle mille famiglie che sia affacciano sulla strada; l’industria che crolla a Trieste sotto al 10%; tutto ciò resta dietro allo sfondo.

È molto probabile che pagheremo politicamente, in termini di consenso, questo azzardo. Azzardo che era necessario. e che il Sindaco – che non è pazzo – ha valutato essere più prezioso del costo politico di questo polverone, che si solleva all’avvio di due campagne elettorali. Forse non ne riguadagneremo nemmeno qualora la scelta conduca a salvare anche solo uno di quei mille redditi. Ma a quelli bisogna pensare. Le parti in causa lo hanno capito, altri no. Chi si ritrova con l’acqua alla gola valuta “legittime ma inutili” le polemiche sulla nomina e auspica “l’unità di azione di tutti i soggetti coinvolti nella ricerca di souzioni positive per tutti i lavoratori e i cittadini di Servola“. Chi ha una posizione un po’ più comoda valuta evidentemente non solo legittima, ma anche utile (per sé), la polemica politica.

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Zum Teufel

Sic 00000437non transit gloria mundi: nelle liste del PdL c’è ancora Giulio Camber.

Il senatore triestino, in Parlamento dal 1987 (avevo 4 anni…!), condannato in via definitiva per millantato credito.

Ciononostante il PdL cerca di far passare la redazione delle liste (che annoverano – tra gli altri – pure gli Scilipoti in Abruzzo), come un’operazione di equilibrio di genere e territoriale, ispirata persino a logiche di rinnovamento.

Che evidentemente passano attraverso l’uomo che tiene ferma Trieste da oltre un ventennio, di cui fece un cupo ritratto il giornalista Paolo Rumiz; di cui il suo stesso compagno di partito, ex sindaco Dipiazza (non un cosacco), disse: “azzerare Camber, il mio regalo alla città”.

Terzo in lista al Senato (primo Berlusconi, che poi sarà eletto altrove, quindi è come se fosse secondo): ora dipende dai triestini (e dai corregionali). Solo se il PdL farà un risultato scarso, molto scarso, Giulio Camber – dopo 26 anni – non rappresenterà più la nostra città.


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-11% Ka$ta

Un anno fa, in un clima impregnato di demagogia (siamo la gggente-il potere ci temono-a morte la Ka$ta), in Consiglio comunale ci eravamo impegnati a ridurre per il 2012 del 10% le spese di funzionamento della baracca consiliare, rispetto alle spese di funzionamento del 2010, ultimo anno interamente ascrivibile alla gestione di centrodestra.

Sono arrivati i dati: meno 11% (ciacole no fa fritole)tavolo-gettoni-presenza

Il costo per le Commissioni è sceso a -23%.

Il numero di sedute della Commissione che presiedo è praticamente dimezzato. Poca voglia? No: semplicemente durano il doppio.

Non si tratta di scuocchezze, ma di decine di migliaia di euro.

Il costo si potrebbe ridurre ancora – nella garanzia dei diritti di intervento di tutti, preservando la parità di accesso a, e la dignità di, un impegno pubblico gravoso (e che certo non rende ricchi) – se i consigli procedessero un po’ più spediti: se volete farvi un’idea di chi pare avere un’insonne propensione a superare la mezzanotte, basta che veniate a farvi un giro in Piazza dell’Unità n. 4: lunedì sera. Oppure vi colleghiate in streaming: http://www.livestream.com/comune_trieste

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Fabrizio Corona (Extra)

In Italia più del 40% dei detenuti è in attesa di giudizio, Il carcere, in molti di questi casi, è inteso come un’anticipazione della pena. La legge, in ossequio a una mezza dozzina di principi costituzionali (presunzione di innocenza in primis) ammette invece la custodia cautelare in carcere sulla base di specifici presupposti (art. 274 c.p.p.):

a) pericolo di inquinamento delle prove

b) pericolo di fuga dell’imputato

c) esigenze di tutela della collettività quando sussiste il concreto pericolo che questi commetta gravi delitti…

Fabrizio Corona è stato condannato. La notizia ci lascia giuridicamente indifferenti. Piccolo problema: non si trova. Latitante.

Capita.

Epperò. Correva l’Anno (non Zero ma) 2009, e nel contesto di una nota trasmissione televisiva, di fronte a qualche milione di teletestimoni, al nostro eroe nero veniva posta specifica domanda: “cosa farà se verrà condannato?”. Rispondeva: “scappo“.

Non vi pare una giustizia (cautelare) un tantino di classe?

Corona_Extra_logo

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Partito della ggente per la ggente

Presentati i 215 simboli delle liste. Ci sarebbe da ridere. Se ci non fosse da piangere.

bunga bungaforza evasoriio non votodnacives romaniaqua

p.s. Il Partito Democratico continua a essere l’unico, fra i “grandi” partiti, che omette il nome del “capo” nel simbolo. Un’anacronistica ispirazione all’art 49 Cost.? (“tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”); oppure il punto da cui ripartire contro i partiti personali del padrone?

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Uomofobia

Ben ritrovati! Alcuni giorni fa la città ha ospitato una campagna antiomofobia: immagini come quella che vedete qui viaggiavano sugli autobus insieme ai triestini.

antiomofobia

Mi sono speso parecchio affinché il Comune patrocinasse la campagna, perché credo che l’omofobia in Italia sia oggi un problema molto serio. Perché credo che, oltre alle sue manifestazioni pù acute (violenze e bullismo), sia ciò che costringe milioni di cittadini – tantissimi anche a Trieste – a  silenziare una propria permanente categoria dell’essere. Ed è ciò che permette all’Italia di essere il fanalino di coda della comunità internazionale “occidentale” nel riconoscimento di diritti di persone dello stesso sesso. E che vada contrastata anche semplicemente mostrando che l’omosessualità esiste.

Il patricinio è stato dato, e – a scoppio ritardato – ne è scaturito un dibattito che ha visto intervenire Vescovo, Sindaco, Arcigay, etc… Credo che il fatto che la Curia abbia determinate posizioni sul tema – oltre a essere per definizione legittimo – sia purtroppo scontato e prevedibile. E non è molto interessante, per quanto riguarda il mio punto di vista. È interessante piuttosto che a spendersi pubblicamente contro l’estensione di diritti a favore delle coppie di persone dello stesso sesso non si esprima (per ora) alcun politico.

Ed è interessante confrontare i contenuti di una lettera inviata al giornale da don Ettore Malnati, braccio destro del Vescovo, ai contenuti dell’appello che, insieme al collega del M5S Paolo Menis, facciamo alle coppie di persone dello stesso sesso a Trieste, in parte pubblicato nello stesso giornale di oggi.

Per chi avesse voglia di leggere e farsi un’idea: ecco qui il testo ortodosso, che tra le altre cose pretende di esporre una “chiarezza oggettiva“, afferma che l’unione tra due persone dello stesso sesso è “un’alchimia“, dice che “l’omosessualità è un disordine“. E il nostro testo apocrifo che afferma cose un po’ diverse.

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