non vedo, non sento, ma parlo

Alcuni mesi fa – in tempi non sospetti – scrivevo a il Piccolo queste riflessioni. In sintesi, il messaggio moderatamente rivoluzionario era: “i Consiglieri regionali devono aver diritto a indennità consistenti ma congrue, che garantiscano la libertà, dignità e l’onore della funzione. Ma se quello è il presupposto dell’indennità, dev’esserne anche il limite. Nel sistema attuale degli emolumenti c’è invece qualcosa che non va“.
Ricevevo allora da alcuni Consiglieri regionali, compresi coloro che non avevo mai avuto il piacere di conoscere, sincere parole di sostegno: autentici vaffanculi, messaggi vagamenti intimidatori, “non hai capito un cazzo” e altre simili amenità.
Oggi credo che le cose verrebbero percepite un tantino diversamente, e – alla luce di ciò che sta emergendo dalle indagini – i motivi di revanche rispetto a quelle cortesi reazioni sarebbero ghiotti e innumerevoli. E vani. Perché l’unica cosa che conta e che le cose cambino: e le proposte di Debora Serracchiani sui costi della politica regionale – decise, chiare, equilibrate, non populiste – chissà com’è, fanno riaffiorare alla mia memoria quell’intervento su il Piccolo.
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