Il tiranno senza volto

Correva l’anno 1963: “La nostra faticata, relativa e tuttavia insperata ricchezza faciliterà il nostro progresso civile e ci consentirà di superare il presente disordine delle istituzioni; oppure il disordine delle istituzioni, come altre volte accadde nella storia del nostro paese, paralizzerà l’impulso economico e ne disperderà i frutti?” (Giuseppe Maranini, Il tiranno senza volto).

Correva l’anno 1963. 50 anni dopo, potremmo rispondere:
a- con un si
b- con una pernacchia
c- con una riforma costituzionale che aumenti l’entropia delle istituzioni

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Porte e Finestre

Saverio Galluccio, candidato a Presidente FVG – e non eletto – è stato scelto a capo di segreteria del gruppo in Consiglio regionale. Hanno raccolto, così scrive la stampa, 500 cv, e alla fine hanno scelto lui. La liturgia politica prevede il seguente copione: le altre forze politiche gridano allo scandalo: “i trombati escono dalla porta e rientrano dalla finestra”. “Ladri”. “Anche loro”. “Sono (siamo) tutti uguali”.

E invece mi pare di poter rilevare che:

– è curiosa una legge elettorale che non attribuisce un seggio a un candidato presidente che, comunque vada, ha ricevuto un voto ogni cinque voti espressi.

– il M5S ha probabilmente scoperto che per scegliere un capo di segreteria non ci si può affidare a una competizione astratta tra curriculum, ma serve valutare anche delle doti di affidabilità (fedeltà si sarebbe detto una volta).

Perciò mettiamo da parte le liturgie – possiamo forse cominciare a dirci la verità – e buon lavoro.

GalluccioSaverio800


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Questo PD è morto

Ieri sera assemblea PD, 4 ore (a proposito di partito leggero) di autocoscienza collettiva (vedi articolo dissacrante, ma sincero) – certamente necessaria – da cui tratteggio alcune impressioni schizofreniche:

  • C’era un sacco di gente (foto). Venuta magari per prendere a schiaffi il PD. Ma per schiaffeggiare qualcuno devi comunque serbargli vicinanza.
  • Mi risulta che il PD resti comunque l’unico partito capace di momenti di grande partecipazione collettiva, che non si riducano a spettacoli gratis in piazza.
  • La gente – e io sono la gggente – è incazzata nerissima. La distanza  tra la voglia di sinistra, il moto di partecipazione, e l’inerzia del governare immobili a tutti i costi è veramente siderale.
  • Quel che più è grave è che un partito con un’autentica vocazione popolare, in un momento di grande adunata, non può proprio permettersi di essere così poco rappresentativo della società. Mi riferisco ai giovani, alle donne (al microfono 3 donne su 27 interventi), ai precari, agli immigrati, a chi insomma risponde a una descrizione diversa rispetto al propotipo “maschio-bianco-occidentale-eterossesuale-meglioSePensionato”. A chi non c’era nella foto di gruppo.

E questa amputazione, al di là della ricerca di un identificazione politica che mostra la sua nudità, e caduto ormai il velo dell’antiberlusconismo (poiché con iddu condividiamo giusto un governissimo), mi pare abbia il sapore di una condanna a morte per questo PD.

“e se Dio muore per tre giorni?”.

assembleaPD

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Ius apolidis

Ius soli o ius sanguinis? La contrapposizione viene spesso alimentata “in bianco”, quasi esistessero due soli pacchetti legislativi. La polemica avvampa con una regolarità troglodita in prossimità di fatti di sangue che coinvolgono stranieri, preferibilmente rom, neri, albanesi.

Invece nella legislazione che regola la cittadinanza ciò che conta è la combinazione di “dettagli” (alcuni esempi): dettagli sui quali raramente si concentra l’attenzione del dibattito politico. Concentrandosi sui dettagli, invece, credo che pochi riterrebbero ragionevole che un non cittadino nato in Italia – che in Italia ha frequentato le scuole, magari ha giocato a calcio, e pure ha fatto il catechismo, stufandosi però dopo la comunione e prima della cresima – insomma pochi riterrebbero ragionevole che un ragazzo normale possa chiedere e ottenere la cittadinanza al compimento del 18o anno di età, ma non al compimento del 19o…

Continuando ad alimentare una contrapposizione politica spesso vuota, finirà che la maggioranza degli italiani invocherà il diritto di perdere la cittadinanza: lo ius apolidis. E vissero tutti felici e contenti.

iussoli

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P 1!!11!!! D

Ciò che è chiaro: così il PD non può andare avanti. Ciò che non è chiaro: come, dove, con chi e addirittura se deve andare avanti.

Lunedì 13 a Trieste (ore 18, hotel NH, corso Cavour) si terrà un’assemblea pubblica del PD per capire un po’ meglio cosa caspita sta succedendo. Ci saranno i parlamentari, i sindaci, gli amministratori, gli iscritti, e chi vuole. Ce n’era bisogno da parecchio tempo, e ora più che mai. E credo che sia il caso di andarci. #OccupyPD

Macché Andreotti

Andreotti commemorato nelle aule rappresentative. Bagarre, a Trieste e in Italia. Un piccolo punto di vista (il mio):

  • Polemizzare sulle commemorazioni è nella top 5 delle azioni politicamente più squallide.
  • Non mi sono sentito molto coinvolto, tantomeno commosso, dalla commemorazione di Andreotti. Una questione di sensibilità personale.
  • La commemorazione è stato un atto istituzionale, tanto che proveniva dalla voce del Presidente del Consiglio comunale, Iztok Furlanic, noto democristiano della corrente di Salvo Lima.
  • Si può uscire dall’aula, ne comprendo perfettamente le ragioni. E c’è modo e modo di farlo: come Amborosoli o come il M5S [ma, nei comizi in Sicilia, non era che “la Mafia non esiste“, “la mafia non strangola la gente“?]

E piuttosto: ieri si è commemorato Bruno Chersicla. Per quanto mi riguarda, quello si, con uno sguardo alla cover di questo blog, era un momento emozionante: buon vento, Chersicla!

campanon

la mela IMU

Riflessioni sparse sulla sospensione, rimodulazione, restituzione dell’IMU:

1. Quando elimineremo una volta per tutte la più formidabile arma di distrazione di massa del centrodx – vedila mela IMU è mia” – sarà sempre un bel giorno.

2. Previdibili (e sciagurate) conseguenze a livello locale della querelle sull’IMU prima casa: la sospensione priva i Comuni di un introito comunque significativo (i Comuni trattengono metà dell’importo derivante dall’IMU prima casa). Il mancato introito sarà prevedibilmente sostituito da un’equivalente quota di trasferimenti statali, misurati sullo storico. Ciò significa che i Comuni che hanno mantenuto un’aliquota molto bassa sulla prima casa – vedi il Comune di Trieste, aliquota 0,39%, la più bassa d’Italia tra i comuni capoluogo di Regione – riceveranno poco. E se invece avessimo applicato un’aliquota più alta, domani riceveremmo presumibilmente di più. In altre parole, i Comuni che hanno applicato un’aliquota bassa, riducendo la spesa e reperendo altrimenti le risorse, riceveranno poco. Quelli che hanno applicato un’aliquota alta riceveranno molto.

Splendido, no? Una storia stupendamente italica di unaccountability.

3. Possibile che dobbiamo sempre lasciare che sia Abberluscone a dettare l’agenda del dibattito pubblico? “L’IMU si restituisce o cade il Governo”. E se invece si cominciasse a dire: “si approvano solide norme anticorruzione, si modifica l’art. 416-ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, o il Governo cade?”

rimborso IMU