Ius apolidis

Ius soli o ius sanguinis? La contrapposizione viene spesso alimentata “in bianco”, quasi esistessero due soli pacchetti legislativi. La polemica avvampa con una regolarità troglodita in prossimità di fatti di sangue che coinvolgono stranieri, preferibilmente rom, neri, albanesi.

Invece nella legislazione che regola la cittadinanza ciò che conta è la combinazione di “dettagli” (alcuni esempi): dettagli sui quali raramente si concentra l’attenzione del dibattito politico. Concentrandosi sui dettagli, invece, credo che pochi riterrebbero ragionevole che un non cittadino nato in Italia – che in Italia ha frequentato le scuole, magari ha giocato a calcio, e pure ha fatto il catechismo, stufandosi però dopo la comunione e prima della cresima – insomma pochi riterrebbero ragionevole che un ragazzo normale possa chiedere e ottenere la cittadinanza al compimento del 18o anno di età, ma non al compimento del 19o…

Continuando ad alimentare una contrapposizione politica spesso vuota, finirà che la maggioranza degli italiani invocherà il diritto di perdere la cittadinanza: lo ius apolidis. E vissero tutti felici e contenti.

iussoli

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