Questo PD è morto

Ieri sera assemblea PD, 4 ore (a proposito di partito leggero) di autocoscienza collettiva (vedi articolo dissacrante, ma sincero) – certamente necessaria – da cui tratteggio alcune impressioni schizofreniche:

  • C’era un sacco di gente (foto). Venuta magari per prendere a schiaffi il PD. Ma per schiaffeggiare qualcuno devi comunque serbargli vicinanza.
  • Mi risulta che il PD resti comunque l’unico partito capace di momenti di grande partecipazione collettiva, che non si riducano a spettacoli gratis in piazza.
  • La gente – e io sono la gggente – è incazzata nerissima. La distanza  tra la voglia di sinistra, il moto di partecipazione, e l’inerzia del governare immobili a tutti i costi è veramente siderale.
  • Quel che più è grave è che un partito con un’autentica vocazione popolare, in un momento di grande adunata, non può proprio permettersi di essere così poco rappresentativo della società. Mi riferisco ai giovani, alle donne (al microfono 3 donne su 27 interventi), ai precari, agli immigrati, a chi insomma risponde a una descrizione diversa rispetto al propotipo “maschio-bianco-occidentale-eterossesuale-meglioSePensionato”. A chi non c’era nella foto di gruppo.

E questa amputazione, al di là della ricerca di un identificazione politica che mostra la sua nudità, e caduto ormai il velo dell’antiberlusconismo (poiché con iddu condividiamo giusto un governissimo), mi pare abbia il sapore di una condanna a morte per questo PD.

“e se Dio muore per tre giorni?”.

assembleaPD

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4 thoughts on “Questo PD è morto

  1. Questo partito deve concentrarsi sul Fare più che sul cercare di guadagnarsi il posto sicuro sulle poltrone del “potere”. Lo votiamo per quello, mica per altro!
    Quindi, più cambio generazionale (son vent’anni che lo si invoca), più idee, più attività!

    Non male come auspicio, no?

  2. Caro Pietro, io sono stata dalle 18:00 alle 20:20. Gli interventi sono stati disordinati, quello dal tono paternalistico e autoassolutorio (certo è stato brutto silurare Prodi-Bersani ma il paese è in crisi e dobbiamo andare avanti), quello che è tutta colpa di D’Alema, quello che Trieste non è abbastanza rappresentata nella giunta regionale, ecc. Da un punto di vista terapeutico la strategia è ottima, la gente si sfoga e così si calma. Ma forse il dibattito dovrebbe essere guidato o i temi importanti non vengono mai approfonditi. Capisco che questa è la procedura consueta ma secondo me non porta da nessuna parte. Le persone che hanno partecipato immagino abbiano a cuore non tanto (o non solo) le sorti del PD, quanto piuttosto le loro istanze e gli ideali in cui credono e di cui finora avevavo sperato che il PD si facesse inteprete. Ho visto ancora tanta, troppa distanza tra la realtà e la percezione che alcuni interpreti autorevoli del partito giuliano hanno di essa (oh, non che a Roma le cose vadano meglio eh). Prove che il PD sia un partito chiuso e autoreferenziale ne sono state fornite parecchie in questi mesi sciagurati ma anche nel corso dell’assemblea. A te invece va un ringraziamento per lo spazio che offri sempre alla discussione.

  3. Pingback: Renzi /3 | Pietro Faraguna

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