Partire, si. Ma dove?

In una segnalazione comparsa su il Piccolo, un (presumibile) simpatizzante del PD scriveva alcune cose interessanti. Da lì sta nascendo un dibattito sincero sul contenitore e i contenuti di una politica di centrosinistra. In sintesi:

  • a) La forma. L’autore si lamentava del fatto che un’assemblea pubblica fosse invasa da interventi liturgici di esponenti di partito. Lui, un cittadino, ha perciò rinunciato a parlare.
  • b) La sostanza. L’autore si chiedeva quale fosse la sovrapponibilità di programmi tra PD e PDL, tesi della relazione del segretario uscente, oggi senatore Francesco Russo.

Sul punto a) ha ragione. Eccome. Eppure è vero che ci vogliono i cittadini per scardinare le liturgie politiche di un partito che comunque – mi pare – resta l’unico attore politico che convoca con successo grandi momenti di confronto aperto. Il terreno, insomma, c’è. Bisogna occuparlo.

Sul punto b) il discorso è più articolato. A me pare che l’autore ponesse una domanda ben centrata, sotto alla quale vi è una tesi – semplice e rivoluzionaria – che condivido: la non sovrapponibilità politica di PD e PDL. Francesco Russo ha risposto – con meritoria puntualità e chiarezza – attraverso una lettera pubblica, da cui può nascere un discorso politico importante. Dice, Francesco, che la sovrapponibilità c’è, perché tanto gli elettori del PD quanto quelli del PdL vogliono, ad esempio, abbassare la pressione fiscale. Vogliono creare nuovo lavoro. Vogliono cambiare la legge elettorale e vogliono le riforme.

Già. Ma abbassare la pressione fiscale: come e a chi? Togliendo l’IMU sulla prima casa anche a chi vive in un castello e guadagna un milione di euro all’anno? Creare lavoro. Come? Cambiare la legge elettorale, già: secondo quanto indicato dalla mozione Giacchetti – #intantomattarellum – o votando contro quella mozione, aspettando improbabili riforme. E, appunto, le riforme: certo. Quali, però?

Ecco, ripartiamo da questi punti, e magari ci ritroverem(m)oAl voto.

sovrapponibile

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One thought on “Partire, si. Ma dove?

  1. Rispondo sul punto determinante: creare lavoro,come? intervenire genericamente sulla fiscalità dei giovani neo assunti non risolve il problema di fondo e cioè CHE TIPO DI SOCIETA’ vogliamo!!una società avanzata tecnologicamente oppure una società che continua a sostenersi su una produzione di beni di scarso valore che andava bene finchè la Cina .l’India e altri paesi emergenti non hanno imparato a farli con minori costi ? Finchè tutta l’imprenditoria italiana non avrà una mutazione tale da ricercare ,sviluppare e produrre beni di alto valore tecnologico–come è successo a suo tempo in Giappone- la defiscalizzazione per le neo assunzioni non farà altro che rinviare la soluzione del problema noi saremo sempre meno concorrenziali– Quindi non solo defiscalizzazione ma in + altre forme di supporto alle aziende che cambiano la loro produzione e assumono figure altamente professionalizzate .-

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