TLT (seconda stella a destra)

Per una volta, e seriamente (con un caloroso benvenuto ai troll che affolleranno questa pagina)

Tema: l’annosa questione del Territorio Libero di Trieste che misteriosamente ridivampa intorno al 2013 d.C. Ridivampa come battaglia di legalità.

E allora partiamo dal diritto. Dal punto di vista del diritto internazionale il tema veniva affrontato più di trent’anni fa e veniva tombalmente risolto nel senso che è a tutti evidente e davanti agli occhi. Trieste è in Italia, l’Italia è in Europa, il TLT non è mai sorto. Le norme del Trattato di Pace che ne prevedevano l’istituzione sono state superate dal memorandum di Londra prima e del Trattato di Osimo poi.

Dicono invece i sostenitori del TLT che essendo il Trattato di Pace un atto multilaterale (ossia avendo più parti), uno o più accordi stretti tra parti diverse (Londra e Osimo) non avrebbero potuto disporre diversamente. Ricostruzione corretta in linea del tutto astratta, ma non corretta nel caso in esame. A tal proposito cito testualmente uno degli internazionalisti che più autorevolmente ha trattato la materia:

persistiamo quindi a ritenere che il comportamento conforme delle quattro grandi Potenze che s’erano assunta la funzione di redigere in via definitiva i Trattati di pace … ed il silenzio osservato dagli altri quindici partecipanti al Trattato di pace con l’Italia – oltre che dal Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite … – abbiano dato luogo ad un tacito accordo fra tutti i ventuno Stati rivolto all’abrogazione degli articoli 21-22 di quest’ultimo, concernenti il TLT, giacché non sarebbe possibile interpretare diversamente la volontà degli Stati serbanti il silenzio di fronte ad accordi intervenuti dopo breve lasso di tempo e così palesemente contrastanti con varie norme del Trattato da essi firmato…

(M. Udina, Gli accordi di Osimo, Trieste, 1979, p. 18-19)

Adottando una parafrasi condominiale: è ben vero che se tutti i condomini decidono di dare una certa destinazione a un pianerottolo, tale destinazione non può essere modificata dai soli condomini di quel piano. Ma se questi decidono di appropriarsi di un pezzo di quel pianerottolo, mettendoci le piante, e lo comunicano a tutti i condomini o questi ci passano ogni giorno davanti, e nessuno dice nulla, tutti accettano la modifica e l’accordo iniziale risulta mutato.

il testo degli accordi fu comunicato lo stesso giorno della parafatura … al Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per informazione dei suoi membri, e nessuno di questi ritenne di far discutere l’argomento da parte del Consiglio medesimo, che così riconobbe tacitamente l’efficacia degli accordi.

La stessa Unione Sovietica … ben lungi dal sollevare obiezioni, pochi giorni dopo, il 12 ottobre, diresse al Presidente del Consiglio di Sicurezza, perché la comunicasse ai membri, una lettera in cui dichiarava di prender atto degli intervenuti accordi in quanto conclusi a seguito di un’intesa tra i due Paesi direttamente interessati ed in modo da contribuire al miglioramento delle relazioni internazionali.

E anche in riferimento alla comparsa della bandiera e di altri segni di esistenza del TLT in documenti ufficiali più recenti del 1954, tutto è ben spiegato. Infatti, sebbene la “questione di Trieste” fosse risolta con carattere sostanzialmente definitivo per le parti dagli Accordi di Londra del 1954, l’interesse del Governo italiano fu a lungo quello di “giocare” sulla provvisorietà formale degli accordi, per ragioni evidenti di politica interna. Atteggiamento che si protrae fino alla stipula del Trattato di Osimo. Ed infatti le due questioni “della nomina del Governatore del TLT” e “del Territorio libero di Trieste” restano appese all’odg del Consiglio di Sicurezza molto più a lungo di quanto non fossero appese alle preoccupazioni della comunità internazionale, e

in seguito a richieste contenute in lettere dei rappresentanti permanenti dell’Italia e della Jugoslavia, in data 27 maggio 1977, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha potuto notificare, alla 32a sessione dell’Assemblea generale, nella comunicazione indirizzatale il 19 settembre 1977, in virtù del comma 2 dell’art. 12 della Carte, che il Consiglio di Sicurezza aveva decisio di ritiriare dalla lista delle questioni pendenti le due summenzionate

L’asserito carattere di provvisorietà, infine, degli accordi di Londra -più una veste formale retta da interessi politici di parte italiana per non dare per persa definitivamente tutta l’Istria- viene spazzato via dalla firma del Trattato di Osimo.

Si aggiunga che il TLT avrebbe dovuto essere composto da Zona A e Zona B, e che quest’ultima si protraeva fino a Cittanova circa, e che perciò la miracolosa ri-esistenza del TLT comporterebbe oggi il piccolo dettaglio di privare dell’accesso al mare la Slovenia. Stato indipendente e sovrano, più o meno recentemente riconosciuto dalla comunità internazionale. E che, al di là del significato che può avere il riconoscimento, è curioso come non vi sia apparentemente alcun segno di movimenti al di là del confine per la ricostituzione del TLT che certo non potrebbe esistere nella sola zona A.

E ora, al di là del punto di vista giuridico, è incredibile che intorno al 2013, quando il problema è competere con la Cina, relazionarsi con il medio oriente, capire lo sviluppo latino-americano, la siderurgia indiana, a Trieste stiamo ancora a rispolverare volumi non per il loro sicuro pregio storico, ma per la loro attualità nella contingenza politica.

Io non so chi e cosa vi sia dietro alla resurrezione di tesi che non hanno alcuna chance di portare alcun beneficio alla nostra comunità territoriale. Non so se vi sia dietro il solito Giulio Camber, come diverse voci paventano -anche pubblicamente- in questi giorni. Non so se vi sia dietro una ridiscussione in chiave etnica della collocazione di Trieste al di là o al di qua del confine orientale, come altre voci sospettano. Vedo certamente che vi sono dietro molti soldi, perché la sede è in Piazza della Borsa, perché affiggere manifesti enormi costa molto, perché stampare materiale costa molto, perché organizzare feste costa parecchio, molto di più di quanto un’associazione -pur con molti aderenti- possa raccogliere dai suoi soci con una tessera da 20 euro a testa…

Vedo però che al di là di quel che c’è dietro, dentro a quel movimento vi sono molte anime deluse -e giustamente- da decenni di amministrazione di questo territorio. Anime che rivendicano -in una chiave legittimamente autonomista- la necessità di restituire a Trieste un ruolo importante sul piano regionale, macroregionale e internazionale. Che condivisibilmente contestano patriottismi a stampo etnico-nazionalista che in queste terre hanno radici profonde, e che i nostri tempi ci permettono, ci impongono di superare. Che pretendono che le potenzialità portuali a Trieste smettano di essere potenzialità e diventino fatti. Diventino lavoro. Di persone che comprensibilmente, non facendocela più, vedono in avventate promesse (“equitalia a Trieste non può intervenire”, “la riscossione delle tasse a Trieste da parte dell’Italia è illegittima”, “i giudici in Italia non hanno giurisdizione”) l’unica via d’uscita.

Ma quella non è certo una via d’uscita.

udina1

p.s. gli aspetti giuridici toccati solo superficialmente in questo post, ciononostante noioso, erano oggetto di attenzione -come dire, “definitiva”- già nei libri -non proprio recentissimi- di cui all’immagine qui accanto. E perciò se non credete a me, credete a loro: i libri sono a disposizione in tutte le “migliori bioblioteche” (tra i tanti: M. Udina, Gli accordi di Osimo, Trieste, 1979; Id. Scritti sulla questione di Trieste, Milano, 1969; AA.VV., Scritti Udina, 1975, ivi, Battaglini, Amministrazione e sovranità nell’ex Territorio libero di Trieste, Milano 1975; Bartos, Memorandum o Trstu od 5 oktobra 1954. Pravni osvrt, in Jugoslovenska Revija za medjunarodno pravo, 1954, 3, 6ss).

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annuncio ai movidisti triestini

Dopo ampio e schietto confronto in maggioranza, oggi la Giunta ha presentato le seguenti novità al popolo della notte:

  • Modifica immediata della discussa ordinanza che sanziona l’autoconsumo di bevande in vetro/lattine dopo le 23: eliminazione delle lattine e riduzione (dimezzamento) della sanzione prevista dall’ordinanza, con decorrenza dalle 24 e non più dalle 23.
  • Decadenza dell’ordinanza nel momento in cui entrerà in vigore apposito regolamento, che non prevederà il sanzionamento dell'”autoconsumo”
  • Presentazione oggi stesso in Giunta di apposito regolamento sulla cd. convivenza “casinspavo“, sul quale abbiamo lavorato attentamente e bene (al più presto il testo)

Ma soprattutto:

  • Predisposizione ulteriori bottini spazzatura nelle zone interessate dalla vita notturna
  • Installazione WC chimici nelle stesse zone (dopo lungo iter autorizzativo della nostra amata sovraintendenza che tra l’altro ha autorizzato solo alcune localizzazioni).
  • Richiesta decisa al Comandante dei vigili di -appunto- vigilare su un’applicazione equilibrata delle disposizioni, che ci grazi delle multe dati ai consumatori di fanta o agli sceneratori nei bicchieri.
  • Prossima riduzione della sanzione muscolare (500 euro) per gli orinatori incontinenti, unica misura che aveva adottato la scorsa giunta per prendersi carico della trasformazione del modo di vivere la città nella notte. Giunta tra i cui componenti ci pare di ricordare vi fossero coloro che in questi giorni si agitano sulla stampa e davanti alle telecamere promuovendosi come paladini della movida.

Ci si chiedeva, qualche giorno fa: quale movida? Qualche giorno dopo la risposta è questa.

spritz con zucchini, tipica bevanda movidista

spritz con zucchini, tipica bevanda movidista

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bipolarismi

Breve cronistoria della storia infinita delle primarie e delle regole.

Lo Statuto del PD prevedeva che il Segretario venisse eletto con primarie. Prevedeva (e prevede tutt’ora)  che il  Segretario sia automaticamente il candidato premier.

Nel novembre  2012 -Bersani segretario- c’è un pressione, marcata MatteoRenzi (ma non solo) a derogare a quella regola e fare le primarie per il premier. Si fanno regole ad hoc, che includono le 5 firme per la privacy, la preregistrazione e compagnia  cantante.

Si fanno le primarie, in un clima politicamente elevato a parere di chi scrive. Vince Bersani, che poi non vince le elezioni e ne combina di tutti i colori.

Ora si  avvicina il Congresso ed è lo stesso MatteRenzi a chiedere -per sciogliere le riserve circa la sua candidatura alla segreteria- che il Segretario sia automaticamente candidato premier. Si arrabbia persino D’Alema, che dice ” non si possono scrivere le regole sempre per Renzi”, anche se il baffetto sembrava intanto essere diventato renziano d.o.c.

E la cosa più bella di tutte è che il  candidato premier non esiste e non può esistere in un sistema che non prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. E infatti il Presidente del Consiglio dei Ministri è oggi Enrico Letta.

dalema-a-righe

Eccoci al bipolarismo: nel senso dei disturbi bipolari.

Tutto molto interessante. Nel quadro di un sistema politico perfettamente autoreferenziale.

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PD a M5S (con amore)

Caro attivista del M5S, un democratico ti invia questo messaggio di speranza: 

Il M5S si sta dissolvendo? Al ritmo di un abbandono al mese, in un paio d’anni l’ultimo componente del gruppo parlamentare del M5S verrà espulso dalla rete.

Ed io raccolgo, soprattutto a sinistra, una soddisfazione perfida di fronte a questo spettacolo. Noi che la sappiamo lunga in termini di scazzi tra di noi, siamo catturati da una maligna Schadenfreude (direbbero in una sola parola i tedeschi): gioia per la disgrazia altrui. Ammesso e non concesso che il disfacimento sia in atto, non mi sembra una buona notizia. Ho creduto e continuo a credere che in questa legislatura si giochi un’opportunità (forse) irripetibile per un vero cambio di passo, per superare l’inerzia dei piccoli interessi, del malaffare, del sabotaggio che in Italia blocca da decenni la politica e la realizzazione di politiche riformiste. Ho pensato e continuo a pensare che in alcuni mesi si potrebbe davvero raddrizzare l’Italia. Che la ventata di aria fresca soffiata sulle Camere avrebbe potuto (e possa ancora) darci una seria legge anticorruzione, reintrodurre il reato di falso in bilancio, disciplinare finalmente il conflitto di interessi, le antenne (con la messa a gara), introdurre norme sull’uso del territorio (defiscalizzazione restauro centri urbani e aree dismesse; penalizzazione fiscale dell’espansione urbana; piano di emergenza per il ripristino edilizio di scuole, ospedali, università), approvare un piano energetico nazionale serio e a lungo termine, sostenere la ricerca per la sostenibilità, il trasporto pubblico, l’energia verde, tagliare totalmente i finanziamenti alla scuola e all’università privata; e fare tante altre belle cose….

Lungi perciò dall’abbondanarmi alla Schadenfreude che abita gli animi conservatori, mi auguro invece che i tumulti dentro al M5S e i tumulti dentro al PD possano ribollire insieme, per dare una svolta a questa legislatura.

[E forse si può pure saltare tutta la fase delle supercazzole, la colpa è tua, la colpa è mia, e lo streaming, e Casaleggio, e le bambole da pettinare…]

Sel-pd-m5s

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