TLT (seconda stella a destra)

Per una volta, e seriamente (con un caloroso benvenuto ai troll che affolleranno questa pagina)

Tema: l’annosa questione del Territorio Libero di Trieste che misteriosamente ridivampa intorno al 2013 d.C. Ridivampa come battaglia di legalità.

E allora partiamo dal diritto. Dal punto di vista del diritto internazionale il tema veniva affrontato più di trent’anni fa e veniva tombalmente risolto nel senso che è a tutti evidente e davanti agli occhi. Trieste è in Italia, l’Italia è in Europa, il TLT non è mai sorto. Le norme del Trattato di Pace che ne prevedevano l’istituzione sono state superate dal memorandum di Londra prima e del Trattato di Osimo poi.

Dicono invece i sostenitori del TLT che essendo il Trattato di Pace un atto multilaterale (ossia avendo più parti), uno o più accordi stretti tra parti diverse (Londra e Osimo) non avrebbero potuto disporre diversamente. Ricostruzione corretta in linea del tutto astratta, ma non corretta nel caso in esame. A tal proposito cito testualmente uno degli internazionalisti che più autorevolmente ha trattato la materia:

persistiamo quindi a ritenere che il comportamento conforme delle quattro grandi Potenze che s’erano assunta la funzione di redigere in via definitiva i Trattati di pace … ed il silenzio osservato dagli altri quindici partecipanti al Trattato di pace con l’Italia – oltre che dal Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite … – abbiano dato luogo ad un tacito accordo fra tutti i ventuno Stati rivolto all’abrogazione degli articoli 21-22 di quest’ultimo, concernenti il TLT, giacché non sarebbe possibile interpretare diversamente la volontà degli Stati serbanti il silenzio di fronte ad accordi intervenuti dopo breve lasso di tempo e così palesemente contrastanti con varie norme del Trattato da essi firmato…

(M. Udina, Gli accordi di Osimo, Trieste, 1979, p. 18-19)

Adottando una parafrasi condominiale: è ben vero che se tutti i condomini decidono di dare una certa destinazione a un pianerottolo, tale destinazione non può essere modificata dai soli condomini di quel piano. Ma se questi decidono di appropriarsi di un pezzo di quel pianerottolo, mettendoci le piante, e lo comunicano a tutti i condomini o questi ci passano ogni giorno davanti, e nessuno dice nulla, tutti accettano la modifica e l’accordo iniziale risulta mutato.

il testo degli accordi fu comunicato lo stesso giorno della parafatura … al Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per informazione dei suoi membri, e nessuno di questi ritenne di far discutere l’argomento da parte del Consiglio medesimo, che così riconobbe tacitamente l’efficacia degli accordi.

La stessa Unione Sovietica … ben lungi dal sollevare obiezioni, pochi giorni dopo, il 12 ottobre, diresse al Presidente del Consiglio di Sicurezza, perché la comunicasse ai membri, una lettera in cui dichiarava di prender atto degli intervenuti accordi in quanto conclusi a seguito di un’intesa tra i due Paesi direttamente interessati ed in modo da contribuire al miglioramento delle relazioni internazionali.

E anche in riferimento alla comparsa della bandiera e di altri segni di esistenza del TLT in documenti ufficiali più recenti del 1954, tutto è ben spiegato. Infatti, sebbene la “questione di Trieste” fosse risolta con carattere sostanzialmente definitivo per le parti dagli Accordi di Londra del 1954, l’interesse del Governo italiano fu a lungo quello di “giocare” sulla provvisorietà formale degli accordi, per ragioni evidenti di politica interna. Atteggiamento che si protrae fino alla stipula del Trattato di Osimo. Ed infatti le due questioni “della nomina del Governatore del TLT” e “del Territorio libero di Trieste” restano appese all’odg del Consiglio di Sicurezza molto più a lungo di quanto non fossero appese alle preoccupazioni della comunità internazionale, e

in seguito a richieste contenute in lettere dei rappresentanti permanenti dell’Italia e della Jugoslavia, in data 27 maggio 1977, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha potuto notificare, alla 32a sessione dell’Assemblea generale, nella comunicazione indirizzatale il 19 settembre 1977, in virtù del comma 2 dell’art. 12 della Carte, che il Consiglio di Sicurezza aveva decisio di ritiriare dalla lista delle questioni pendenti le due summenzionate

L’asserito carattere di provvisorietà, infine, degli accordi di Londra -più una veste formale retta da interessi politici di parte italiana per non dare per persa definitivamente tutta l’Istria- viene spazzato via dalla firma del Trattato di Osimo.

Si aggiunga che il TLT avrebbe dovuto essere composto da Zona A e Zona B, e che quest’ultima si protraeva fino a Cittanova circa, e che perciò la miracolosa ri-esistenza del TLT comporterebbe oggi il piccolo dettaglio di privare dell’accesso al mare la Slovenia. Stato indipendente e sovrano, più o meno recentemente riconosciuto dalla comunità internazionale. E che, al di là del significato che può avere il riconoscimento, è curioso come non vi sia apparentemente alcun segno di movimenti al di là del confine per la ricostituzione del TLT che certo non potrebbe esistere nella sola zona A.

E ora, al di là del punto di vista giuridico, è incredibile che intorno al 2013, quando il problema è competere con la Cina, relazionarsi con il medio oriente, capire lo sviluppo latino-americano, la siderurgia indiana, a Trieste stiamo ancora a rispolverare volumi non per il loro sicuro pregio storico, ma per la loro attualità nella contingenza politica.

Io non so chi e cosa vi sia dietro alla resurrezione di tesi che non hanno alcuna chance di portare alcun beneficio alla nostra comunità territoriale. Non so se vi sia dietro il solito Giulio Camber, come diverse voci paventano -anche pubblicamente- in questi giorni. Non so se vi sia dietro una ridiscussione in chiave etnica della collocazione di Trieste al di là o al di qua del confine orientale, come altre voci sospettano. Vedo certamente che vi sono dietro molti soldi, perché la sede è in Piazza della Borsa, perché affiggere manifesti enormi costa molto, perché stampare materiale costa molto, perché organizzare feste costa parecchio, molto di più di quanto un’associazione -pur con molti aderenti- possa raccogliere dai suoi soci con una tessera da 20 euro a testa…

Vedo però che al di là di quel che c’è dietro, dentro a quel movimento vi sono molte anime deluse -e giustamente- da decenni di amministrazione di questo territorio. Anime che rivendicano -in una chiave legittimamente autonomista- la necessità di restituire a Trieste un ruolo importante sul piano regionale, macroregionale e internazionale. Che condivisibilmente contestano patriottismi a stampo etnico-nazionalista che in queste terre hanno radici profonde, e che i nostri tempi ci permettono, ci impongono di superare. Che pretendono che le potenzialità portuali a Trieste smettano di essere potenzialità e diventino fatti. Diventino lavoro. Di persone che comprensibilmente, non facendocela più, vedono in avventate promesse (“equitalia a Trieste non può intervenire”, “la riscossione delle tasse a Trieste da parte dell’Italia è illegittima”, “i giudici in Italia non hanno giurisdizione”) l’unica via d’uscita.

Ma quella non è certo una via d’uscita.

udina1

p.s. gli aspetti giuridici toccati solo superficialmente in questo post, ciononostante noioso, erano oggetto di attenzione -come dire, “definitiva”- già nei libri -non proprio recentissimi- di cui all’immagine qui accanto. E perciò se non credete a me, credete a loro: i libri sono a disposizione in tutte le “migliori bioblioteche” (tra i tanti: M. Udina, Gli accordi di Osimo, Trieste, 1979; Id. Scritti sulla questione di Trieste, Milano, 1969; AA.VV., Scritti Udina, 1975, ivi, Battaglini, Amministrazione e sovranità nell’ex Territorio libero di Trieste, Milano 1975; Bartos, Memorandum o Trstu od 5 oktobra 1954. Pravni osvrt, in Jugoslovenska Revija za medjunarodno pravo, 1954, 3, 6ss).

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70 thoughts on “TLT (seconda stella a destra)

  1. Condivido pienamente le sue riflessioni, e credo che i politici triestini debbano smettere di nicchiare e prendere apertamente posizione in difesa dell’italianità di Trieste.
    Senza scomodare i morti (centinaia di migliaia), a chiederlo è il buonsenso e la dignità del popolo di Trieste.
    E’ triste pensare che la crisi economica produca come risultato questo populismo vergognoso di chi pensa che i problemi legati alla mentalità del “no se pol” derivino soltanto dalla solita, inesistente, Roma ladrona.

    Cordiali saluti.

    • curioso poi che fino ad ora chi si è più esposto ad affermare quella che mi pare un’ovvietà (la sovranità italiana su Trieste) sia del PD, partito il cui giuovane ma storico e bravo segretario provinciale a Trieste si annovera peraltro tra i componenti della comunità slovena. A Trieste riusciamo ad essere molto avanti e molto indietro allo stesso tempo…

      • Cara trieste Libera (nome utente si intende), perchè sul sito di Bora.La non si vede uno straccio di commento sul sinistro personaggio dell’avv. Longo? Incollo il link così magari ci date un’occhiata e ci spiegate bene la cosa che mi pare un tantino compromettente per un movimento che si professa multiculturale e si fa rappresentare da un fascista (senza contare il paradosso per il Sig. Longo stesso, ovviamente).
        http://bora.la/2013/07/17/festa-del-territorio-libero-di-trieste-fino-al-21-luglio-a-borgo-grotta-gigante/
        Attendiamo vostre (e ora vediamo se avete la risposta così pronta).

        A scanso di equivoci, le vorrei comunque dire che non sono mai stato un grosso difensore dell’italianità di Trieste, visto che i miei rami familiari hanno origini che balzano più volte tra un confine e l’altro. Quindi non pensi che glielo faccio notare per difendere questo concetto.
        Detto questo, saluti.
        Giulio

        • qualche elemento:
          – se aspettiamo dagli avvocati di trieste che si muovano (pur dandoci, spesso, pienamente ragione, ma solo a parole) facciamo notte. O, meglio, non facciamo proprio nulla…
          – Longo è un avvocato “guerriero”. Il che, per il tipo di causa che portiamo avanti, non è niente male.
          – Longo non è l’unico avvocato che segue Trieste Libera. Ma lui ci mette la faccia, cosa che nessun triestino ha mai voluto fare.
          – Con le idee personali di Longo non abbiamo nulla a che fare, né ci interessano particolarmente.

          La domanda interessante diventa quindi: perché mai gli avvocati di Trieste, quelli belli puliti, non intendono minimamente esporsi?
          Il fatto che dopo essere associati a noi probabilmente non avrebbero più modo di lavorare, non fa forse pensare ad un sistema “mafiosetto” di gestire la giustizia, nell’illegittimo tribunale italiano a Trieste?

  2. grazie. finalmente un riassunto lucido. quando ho chiesto ai membri del TLT non hanno detto che “è tutto vero”, senza specificare cosa. pare che all’origine di tutto ci fosse uno che non voleva pagare una multa.

  3. Di base, si termina con un: “Credete a libri italiani e jugoslavi che dicono che italia e jugoslavia erano nel giusto”.
    Consiglio davvero strepitoso. Degno della miglior sindrome di Stoccolma.

    Senza scomodarci nel dettaglio (non ce n’è davvero bisogno): quando e in che modo l’italia avrebbe riottenuto la sovranità sul Territorio Libero di Trieste, evidentemente persa con l’entrata in vigore del trattato di pace, entrato in vigore il 15 settembre 1947?
    21.2: “La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito, cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato.”

    Se non avete alcun elemento (reale) a riguardo, le vostre rimangono chiacchiere spacciate per decenni per “pensiero unico” da stampa e politica pilotate, i nostri rimangono semplici e incontrovertibili fatti.

    • Trieste Libera,
      il tuo remark è interessante, ma la risposta mi sembra già contenuta negli argomenti citati da Pietro. Ovvero, quel trattato, quindi compreso il comma che citi, è stato superato dal silenzio-assenso, o assenso esplicito, dei firmatari del trattato.
      L’argomento è questo, e ha validità nel diritto internazionale.

      È un fatto incontrovertibile che nessuno, né tra i firmatari del trattato di pace, né in seno all’ONU, ha mai sollevato alcuna eccezione.

      Quindi?

      • scusate è saltato un pezzo: intendevo “è stato superato dal silenzio-assenso, o assenso esplicito, dei firmatari del trattato rispetto ai successivi patti bilaterali”

        e scusate anche per il doppio post, che compare anche qua sotto. errore di sbaglio.

        • E, aggiungo, contemporaneamente è vero che volendo – ed `e un tentativo legittimo – rifarsi al trattato come cogente da un punto di vista giurisprudenziale è necessario, proprio per questo, prenderlo così com’è, alla lettera, ovvero si presenta la necessità di ricostituire sia la zona A sia la zona B.
          E se la zona B non vuole?
          È impossibile, o almeno non immagino (ma non sono un giurista), volersi rifare alla giurisprudenza espressa dal trattato.. ma solo per un toco.

          Come si fa?

          • Semplificando: per quanto riguarda la zona A il tutto è chiaro e facilmente applicabile, domani, sia per il Territorio che in Porto;
            per quanto riguarda la zona B, l’evolversi della questione dipende dal volere della cittadinanza.

      • Dire che il trattato di pace sia superato è quantomeno fantasioso. Nonché nei fatti non-vero; basti vedere la stessa legge italiana, come la 3054, che è diventata esecutiva con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14.1.1953, ed è ad oggi in vigore quale Legge della Repubblica Italiana.

        L’articolo 21 comma 2 del Decreto Legislativo n. 1430 del 28 novembre 1947 stabilisce che: “La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato”.

        La 3054: “La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”.

        Come vedi, c’è ben poco da interpretare: il Trattato di Pace è vivo e vegeto. E va fatto rispettare… questo non a favore di un movimento o di un altro, ma a favore di Trieste tutta.

        (questo senza parlare, poi, dell’atteggiamento dell’ex-sinistra, oggi diventata paladina della Trieste italianissima…)

        • stante che non ho nessuna pregiudiziale al tlt, ma che semplicemente vorrei capire bene, la tua risposta non è una risposta.
          mi spiego:

          la tua risposta dice solo che esiste il trattato (e ri-citi quel comma) e che esiste una legge italiana del 53 (quindi antecedente al 54 e a osimo).

          Ma il fatto che esiste il trattato non è ovviamente in discussione, ma non è nemmeno la dimostrazione che il trattato non è superato per l’esistenza di patti successivi cui è stato dato di fatto assenso.

          Quindi, il fatto che continui a citare che il trattato esiste non è una dimostrazione che non è superato.

          • quando, secondo quale articolo e/o comma, l’Italia avrebbe riacquisito la sovranità su Trieste (e non l’amministrazione civile provvisoria), contando che l’usucapione in diritto internazionale non esiste, e che il rebus sic stantibus non si applica alle modifiche dei confini?

            Noi dimostriamo quando l’italia ha perso la sovranità su Trieste, senza ombra di dubbio. Qualcuno deve dimostrare quando è stata riacquisita, se ne è in grado.
            Non a caso, i giudici italiani (di una corte illegittima) continuano a rinviare le sentenze nel merito.

            Il resto sono discorsi a vuoto messi lì per fare un po’ di cortina fumogena, e confondere i più disattenti.

          • In zona A, la questione è ormai molto chiara (violazioni italiane incluse), quindi si può procedere con la messa in legalità, anche domani mattina (come dalla petizione che stiamo diffondendo, superate le 15000 firme).
            In zona B, vista la situazione più complessa, il tutto dipenderà dal volere della popolazione.

          • La situazione giuridica di zona A e B è diversa: ci sono state violazioni del diritto anche in zona B, ma di natura completamente differente rispetto a quelle della zona A; quindi, nel caso, anche il percorso per contestarle dovrà essere differente…
            Per come la vedo io: le violazioni sulla zona A sono quelle più gravi e cogenti. Inoltre, la zona A comprende la capitale del TLT ed il Porto Internazionale.
            Quindi, nel caso, una volta risolto il problema della zona A e ristabilita la sovranità del TLT, la questione della zona B rientrerà in una “questione di confine” tra TLT, Slovenia e Croazia. Questione nella quale ovviamente il protagonista sarà la popolazione ivi abitante.
            Comunque, per inciso: stanno partendo le prime timide avvisaglie di ricostituzione del TLT anche in zona B… 😀

      • Silenzio assenso???!! Ma ghe credè veramente quando sparè ste monade? La comunità internazionale non ha protestato semplicemente perchè nel Memorandum di Londra viene espressamente indicato che l’Italia avrà solamente l’AMMINISTRAZIONE FIDUCIARIA TEMPORANEA del Territorio Libero di Trieste, e non la sovranità. Tanto è vero che prima del Memorandum era stato proposto un accordo in cui si richiedeva il ripristino della sovranità sul TLT e questo era stato ovviamente respinto.
        Quindi, di nuovo: inutile citare libri che contengono opinioni personali e per di più scritti da personaggi appartenenti alla nazione che ha commesso l’abuso (un tantino “di parte”)… Quando avrete un qualsiasi documento valido ed ufficiale, riconosciuto a livello internazionale, che dimostri la sovranità italiana su Trieste allora potrete dimostrare qualcosa. Per ora sento solo chiacchiere da bar.

  4. Trieste Libera,
    il tuo remark è interessante, ma la risposta mi sembra già contenuta negli argomenti citati da Pietro. Ovvero, quel trattato, quindi compreso il comma che citi, è stato superato dal silenzio-assenso, o assenso esplicito, dei firmatari del trattato.
    L’argomento è questo, e ha validità nel diritto internazionale.

    È un fatto incontrovertibile che nessuno, né tra i firmatari del trattato di pace, né in seno all’ONU, ha mai sollevato alcuna eccezione.

    Quindi?

    • Dire che il trattato di pace sia superato è quantomeno fantasioso. Nonché nei fatti non-vero; basti vedere la stessa legge italiana, come la 3054, che è diventata esecutiva con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14.1.1953, ed è ad oggi in vigore quale Legge della Repubblica Italiana.

      L’articolo 21 comma 2 del Decreto Legislativo n. 1430 del 28 novembre 1947 stabilisce che: “La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato”.

      La 3054: “La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”.

      Come vedi, c’è ben poco da interpretare: il Trattato di Pace è vivo e vegeto. E va fatto rispettare… questo non a favore di un movimento o di un altro, ma a favore di Trieste tutta.

      (questo senza parlare, poi, dell’atteggiamento dell’ex-sinistra, oggi diventata paladina della Trieste italianissima…)

  5. Beh…personalmente mi da da pensare come alla DOMENICA (quindi la sera prima di un giorno lavorativo) la sagra del TLT abbia avuto migliaia di persone fino a tardi. E persone che sapevano perchè erano là e cosa si proponeva con banchetti informativi e raccolta firme. Direi che il PD non possa annoverare incontri o feste locali con nemmeno 1/10 dei partecipanti…i discorsi giuridici sono vari e ognuno pone le proprie ragioni ma per una volta sarebbe da cercare il meglio per i cittadini e smetterla di basarsi precipuamente su cosa dicono e pensano gli altri paesi (1975 o 2013 che sia…).

  6. La questione, al di là dei trattati è tutto sommato semplice.
    O il Movimento Trieste Libera trova uno sponsor potente dentro l’Onu, magari dentro il Consiglio di sicurezza, che pone la questione del rispetto del trattato di pace, oppure il TLT rimarrà per sempre un’utopia.
    Ragazzi, non me ne abbiate, ma non me lo vedo Putin che sbatte i pugni sul tavolo ed esige il rispetto del trattato di Parigi e del Memorandum di Londra….
    Va dato atto però al MTL di aver ridato un sogno a questa città, magari illusorio e irrealizzabile, ma da cui Trieste potrebbe ritrovare un’ identità propria, distrutta com’è da 100 anni di nazionalismo. E su questo il PD ha molto da imparare…

    • Se fosse così semplice l’avremmo già fatto 🙂
      Dettaglio curioso: il PD oggi rappresenta proprio il nazionalismo che ha distrutto così bene Trieste fino ad ora.

      • In ogni caso: 15 settembre, ore 16:30 davanti la stazione.
        Manifestazione “Liberiamo Trieste!”.
        Lì vedremo di che pasta sono fatti i triestini.

      • A proposito di nazionalismi, mi inserisco per dire che è proprio tra le file del MTL che troviamo i nazionalisti più sfegatati, e non venitemi a dire che sono solo dei simpatizzanti.
        Quanti dei vostri iscritti provengono dall’MSI o da formazioni di estrema destra varie? Molti, e si nota. La forma cambia ma la sostanza rimane.
        Basta un giro sui social network per farsi un’idea precisa: commenti razzisti, intimidazioni, cameratismo, fora questo e via quell’ altro, etc. Qualcuno ci prova pure a trattenersi (in nome della ritrovata tolleranza austroungarica?) ma ogni tanto gli scappa la schiuma alla bocca. C’è poco da fare: l’imprinting è quello.
        Di certo la destra cittadina in via di estinzione, così come la Lega, dovevano pure riciclarsi in qualche modo.

  7. C’è poco da fare, il movimento Trieste Libera che propende per la ricostruzione del TLT non è nient’altro che una valvola di sfogo per delle persone che giustamente non ne possono più dei politicanti improvvisati che ci governano.
    Ha senso rispolverare l’idea del TLT ? probabilmente no. Ma quando non c’è altro c’è ben poco da fare. Questa è l’ultima valvola di sfogo prima che qualcuno inizi a prendersela fisicamente con i politici ( e mi pare che qualcuno ci abbia già provato in giro per l’italia con tragiche conseguenze )

    Non è una cosa Triestina, sta succedendo dappertutto, perfino in sicilia ora vorrebbero avere un punto franco ( poveri pazzi :S ) e non è l’unica regione che sta valutando questa possibilità. Trieste come spesso accade è solo più avanti lungo il percorso.

    Ora, se pensi seriamente che una discussione limpida basata sul silenzio assenso e sulle convenzioni politiche del periodo della guerra fredda possa bastare a placare gli animi e rasserenare la situazione, beh o sei un ingenuo o sei un colluso.

    Bisogna riuscire a dare uno shock positivo e trovare un valido motivo all’esistenza dell’attuale stato Italiano. La butto la cosi ( ma è l’unica cosa che mi viene in mente abbastanza forte e in grado di provocare uno shock positivo ) : Reddito di Cittadinanza subito, questo rifonderà le basi di convivenza e convenienza dello stato. Se non verrà fatto qualcosa entro 3 anni, probabilmente tutta l’italia affronterà qualcosa di peggio del semplice tlt. Chissà forse torneremo a parlare di città stato dopo 300 anni…

  8. caro Faraguna,
    volevo prendere parte alla discussione, sostenendo una tesi. non lo faccio per un paio di motivi. il primo, è che da quel che emerge dalle risposte, è evidente che il caso portato dal tuo post è debole. in secondo luogo, perchè far finire tutto in una discussione/polverone è un tipico mezzo italiano. allora pongo una questione morale: io posso anche vivere di schifo e mangiar merda tutta la vita per la situazione contingente, no problem ho la pellaccia dura. ma ho due figli piccoli. e allora penso che loro non meritino nè un’emigrazione forzata, nè l’ammasso di livellati al minimo comun denominatore che popola tutte le forze politiche, dal locale al nazionale. allora, invece che fare le pulci alle carte (come peraltro hai pieno diritto di fare), perchè non considerare che un cambiamento possa essere solo che migliorativo? peggio di così, e peggio di questi rappresentanti, c’è solo una cena a base di bombe a mano innescate. ti domando, che cosa hai paura di perdere? che italianità difendi, che ormai alle feste nazionali non ci va praticamente più nessuno? l’italianità di chi forse si gode i privilegi pur non avendo nessuna abilità per meritarseli? per una volta, abbiamo la possibilità di contare qualcosa nelle decisioni prese sulle nostre teste, che non siano finta democrazia. possiamo creare un posto più umano per le persone che ci vivono.

    • Vero. Non facevo politica fino a poco tempo fa, e mentre oggi ci investo parecchio tempo e se lo faccio è per contribuire a un cambiamento. Non credo che questo sia il TLT. Tutto qua. Poi preferisco spesso occuparmi di altre cose, come questo stesso blog testimonia.

  9. Secondo me due cose sono evidenti: che nessuno dei commentatori abbia sufficienti conoscenze in merito di diritto internazionale e che nessuna entità nazionale verrà creata per un tecnicismo. Se i fautori del TlT riuscissero davvero a farsi ascoltare dalla comunità internazionale e avessero ragione sul diritto, l’unico risultato sarebbe un nuovo accordo multilaterale che sancisce il confine come da t. di Osimo.

  10. Chiedo scusa ma mi viene da sorridere sig. pigliucci: “italianità” e “Trieste” mi sembrano due parole un po’ distanti e anzi direi che dovremmo difendere la sua multiculturalità che ha anche qualcosa di italiano. E’ andata che alla fine Trieste è in Italia, così mi verrebbe da dire e oggi penso sia meglio guardare avanti anzichè indietro.
    Comunque un sentito grazie a Pietro perchè cercavo un sussidio sull’argomento che svelasse un poco i miei sospetti sul TLT. Non mi sbagliavo allora!
    A presto
    Giulio

  11. Mi pare chiaro che la questione non è così semplice come potrebbe superficialmente sembrare. Ma, al di là delle posizioni – entrambe legittime – mi chiedo quali possano essere i benefici che Trieste trarrebbe dalla creazione di un suo Territorio Libero. Nutro sinceramente qualche dubbio che questo piccolo lembo di mare possa sopravvivere senza alcun retroterra, senza industrie, senza infrastrutture e con un Porto Vecchio assolutamente anacronistico, inadatto a movimentare merci che oggi circolano esclusivamente su container. Infine una domanda: se Trieste venisse, mettiamo, “liberata” avrebbe la forza economica per mettere mano a una radicale e profonda ristrutturazione delle proprie infrastrutture portuali?

    • gentile stefano, certo niente è semplice.porto vecchio non lavora perchè non lo fanno lavorare (tranne adriaterminal) che non gà voludo andar via e che accogli svariate barche de alluminio all’anno.poi essendo zona franca internazionale CHIUNQUE nel mondo pol vegnir qua e , o lavorar merci per rispedirle nel mondo in completa esenzione doganale/fiscale o concedendo canoni agevolati ,a stoccarla nei magazzini per poi immetterla nel mercato europeo tramite ferrovia (si quela che i disi che no xe) che parti da porto vecchio e arriva a TS C.po Marzio (anche per container grandi) te pol guardar su youtube filmati de rfi (se no te me credi) oppur te pol far un bel giro col treno storico che te porta sui binari che secondo i nostri politici no esisti 🙂 .le infrastrutture portuali possono essere migliorate da chiunque voglia investire nel nostro porto ( e di gente interessata c’è ne) in più ti ricordo il terminale siot (che attualmente versa a roma le tasse dovute di cui poche ritornano in regione,no a ts ) le tasse dei cittadini (non così alte come oggi).certo magari all’inizio ci potrebbero essere dei “casini ” ma io non ho dubbi sul fatto che qui si potrebbe vivere al meglio , anche perchè di solito non sento hong kong /macao/singapore/il delaware giusto per citare alcune zone franche mondiali , che si lamentino 🙂

  12. Coss che penso ? che sto qua farà cariera se el resterà nel limbo, nella formattazione subita e , da lui mantignuda. Se el se svejerà inveze, el se isciverà col mtl..

  13. penso che ognuno ha diritto di perseguire le proprie idee e scelte, nel massimo rispetto delle persone presenti nella nostra comunità io gli invito a sostenere l’alternativa portata avanti dal movimento TLT in quanto oramai e’ l’ultima possibilità per ricreare uno status vivendi che sia gradito a tutti senza distinzioni di orientamento politico e idee nazionalistiche…. come detto sopra peggio di così non si può andare allora perchè non dare la possibilità a creare qualcosa alle persone semplici come noi invece di promuovere i varii partiti politici che oltre ad averci portato allo stato attuale di dissesto sono sempre indottrinati dal grande guru romano….
    Provate a considerarlo…….
    A giusto per informazione il tacito assenso o l’assenso esplicito sui trattati internazionali non è considerato…. allora la costituzione italiana o americana se lo volete e’ solo carta igienica?????

    • Peraltro, lo status di Trieste non è nemmeno prerogativa di un movimento o di un altro, ma una questione di diritti umani e civili, nonché di diritto pubblico internazionale.

  14. comincio disendo che qua el troll xe quel che scrivi sti articoli.ho già avuto occasione di dire che le considerazioni storiche de udina(persona assolutamente di levatura) no xe trova poi nei documenti firmadi e quindi, partiamo da”PACTA SUNT SERVANDA” cioè i patti devono essere osservati, una delle regole principali del diritto int.che come già fatto osservare non contemplano assolutamente l’usucapione. Col memorandum de londra (vista l’impossibilità di mettere in atto le clausole del trattato parigi) veniva consegnato all’italia il mandato fiduciario di “AMMINISTRAZIONE CIVILE PROVVISORIA” della zona A del TLT al GOVERNO IT non allo stato.Osimo poi era solo un accordo di buon vicinato che ,quando è stato trasmesso all’ONU(parecchio tempo dopo quello stabilita dall’accordo stesso), una chiara dichiarazione del segretario diceva che il recepimento del trattato da parte dell’ONU,non conferiva allo stesso nessun valore(visto che nè italia,nè iugoslavia)godevano della piena sovranita sul territorio.e comunque la sovranità italiana sul TLT (sia stado esso formado o meno) cessava all’entrata in vigore del trattato de parigi.e per concluder (visto l’esempio condominiale) se mi accorgo che il mio amministratore ruba, lo cambio 🙂 e ancora che i diritti umani no gà scadenze.più saremo prima raggiungeremo la piena legalità del nostro territorio.invito poi i titubanti e/o scettici a parlare con persone del movimento e non ad informarsi solo su internet ciao

  15. tre domande facili facili a Faraguna:

    1) a Vienna, il 22/6 i concittadini urlavano “Triest ist nicht Italien”, se, da Costituzione della Repubblica italiana, l’Italia è una e indivisibile, direi che è vilipendio alla stessa… ma siamo tutti ancora qui, come mai?
    2) alla veleggiata del 6/7 dove i partecipanti hanno issato la bandiera del TLT in luogo della bandiera tricolore della Marina, Polizia, Carabinieri, GdF e Guardia Costiera erano presenti… nessuna multa, come mai?
    3) sulla carta d’identità elettronica della Repubblica italiana, nella cartina geografica non viene rappresentata la zona A del TLT, mentre è ben visibile il promontorio del Gargano… errore tipografico?

    giusto per non tornare sui trattati internazionali che secondo qualcuno sono obsoleti.

    Buona serata a tutti, anche agli stuprati intellettualmente per sessant’anni meno uno, solo per essere preciso.

    • tre risposte facili
      1) e 2) non è contento che in Italia vi sia una politica liberale su supposti reati di opinione? Io lo sono.
      3) sulla tessera sanitaria c’è il simbolo della repubblica con la stella rossa. Ne deduco che è un refuso o viviamo in realtà in una repubblica socialista?

  16. ho letto l post di faraguna…azzz ma e’ un genio…si basa tutto su libri di “storia” , ma sinceramente nn cita nessun documento ufficiale internazionale di diritto….scusi faraguna ma in cosa sei laureato? giurisprudenza?’?…cazzo sei un genio…….

  17. se vedi che son anda verso la seconda stella a destra…e son riva a Koper dove go trova questa(e altre)..MA NO IERA CHE IN ZONA B NISUN NE PARLAVA?

  18. Dimenticavo… a proposito di Udina che scriveva:
    persistiamo quindi a ritenere che il comportamento conforme delle quattro grandi Potenze che s’erano assunta la funzione di redigere in via definitiva i Trattati di pace … ed il silenzio osservato dagli altri quindici partecipanti al Trattato di pace con l’Italia – oltre che dal Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite … – abbiano dato luogo ad un tacito accordo fra tutti i ventuno Stati rivolto all’abrogazione degli articoli 21-22 di quet’ultimo, concernenti il TLT, giacché non sarebbe possibile interpretare diversamente la volontà degli Stati serbanti il silenzio di fronte ad accordi intervenuti dopo breve lasso di tempo e così palesemente contrastanti con varie norme del Trattato da essi firmato…

    C’è da dire che la corrispondenza diplomatica del dipartimento di stato USA (documenti desecretati da pochi anni, e che Udina non poteva conoscere) ha smentito clamorosamente questa bizzarra tesi.
    Tesi che – sono convinto – è stata avanzata più per questioni di opportunità politica che non di rigore accademico.

  19. Improvvisamente, una pletora di giureconsulti apparsi dal nulla , sborra sentenze, opinioni e soluzioni sul TLT. Eccezzionale. Mi cheido dove eravate fino a due giorni fa. Figuriamoci 30 o 40 anni fa. Egregie teste di cazzo, avete, mi chiedo; le qualità per potere dialogare su tali argomenti ? Oppure tentate di cavalcare il cavallo vincente ?

    • *eccezionale con una Z
      *lessico povero ed inadatto
      *registro misto, che spazia da un’ inopportuna trivialità a degli infelici tentativi di ricercatezza sintattico-formale
      *mi chiedo “dove siate stati” sarebbe meglio
      *…eccetera……

      non è per essere noioso, però quando vengo insultato ed accusato d’ ignoranza da un ignorante che cerca anche di dimostrarsi colto, capirai, mi girano un po’ i coglioni.

      comunque.
      certe volte serve qualcuno che ti apra gli occhi. l’ ignoranza, quella che, al contrario, ti tiene gli occhi ben chiusi, è quella che rende schiavi e deboli. dov’ erano le donne prima di manifestare ed ottenere il diritto di voto? dov’ era il terzo stato francese prima della rivoluzione? eppure un giorno aprirono gli occhi.
      ciò che ci differenzia dalle donne che ottennero il diritto di voto e dal terzo stato francese del diciottesimo secolo, è che la legge ci è favorevole. deve solo essere applicata.

  20. Il Trattato di Osimo è molto nebuloso. In ogni caso, non tratta del TLT, ma di un generico “confine tra Italia e Yugoslavia”… basta un atlante per capire che da il Friuli confina con la (allora) Yugoslavia. Detto ciò, vorrei ritornare sull’esempio citato del pianerottolo condominiale. Il fatto che i condomini tutti accettino un dato di fatto, ossia l’appropriazione indebita es abusiva di parti comuni, ciò non significa che sia né giusto né legale. Basta che intervenga uno solo di essi, per far sì che la legge venga rispettata. Inoltre, non dimentichiamolo, esistono dei diritti che non possono essere prescritti. Ad esempio, io non posso rinunciare al diritto di avere un nome. Per concludere, vorrei solo ricordare che, se la tesi del TLT fosse giuridicamente infondata, con tutti gli annessi e connessi, il tribunale si sarebbe già pronunciato in questo senso. Quindi…

  21. Son d’accordo al 51%. Da un p.d.v. giuridico l’articolo sul TLT del trattato di Pace del 1947 ha lo stesso valore della pretesa dei discendenti degli Asburgo di ritornare sul trono di Boemia, o dei Savoia sul trono d’Etiopia, o dei Patriarchi di Aquileia di governare il Friuli. Chi ci sta dietro? Buona domanda che non mi ero ancora posto. Direi però che non ci sia niente di così “occulto” o complottistico. E’ da prima della Prima Guerra Mondiale che una parte della città “contratta” l’italianità di Trieste (intesa guarda caso come sovranità: il movimento TS Libera neanche si sogna ad esempio di chiedere di potenziare gli asili o le scuole bilingui), mettendola in discussione, per ottenere “qualcosa” da Roma (ovvero… soldi). Ha funzionato durante il fascismo, ha funzionato con gli Alleati, ha funzionato anche dopo il 1954. Ho paura purtroppo che non funzioni più. Se avessimo la lista dei finanziatori di Ts Libera, probabilmente troveremmo qualche imprenditore legato al porto, forse funzionari pubblici, imprese legate al turismo ecc. Niente di sconvolgente, insomma non credo che dietro Ts Libera ci siano gli stessi che hanno ucciso Kennedy, o che nascondono gli UFO in Nevada. Però nel movimento Ts Libera vedo anche qualcosa di buono, il loro discorso fa riflettere su alcune cose: 1) Gli Stati nazionali non sono qualcosa di “naturale”. Sono un “costrutto” culturale-giuridico che ha una sua origine, e probabilmente una sua fine. Rendersene conto, fa bene. 2) Gli stati nazionali firmano trattati internazionali con l’intento esplicito di non rispettarli o di metterli subito dopo in discussione. Sulla Venezia Giulia poi sembrano addirittura divertirsi. I popoli vanno consultati, sulle cose che li riguardano. 3) L’appartenenza di Trieste all’Italia non è né naturale, né culturale, né geografica, né scontata. E’ andata così e l’Italia ce la teniamo, chiaro. Però tutta la retorica patriottica A Trieste e SU Trieste fa più male che bene. Alla salute, alla cultura, alla politica. 4) A contrario della Lega Nord, TS Libera non è razzista.

    • “Da un p.d.v. giuridico l’articolo sul TLT del trattato di Pace del 1947 ha lo stesso valore della pretesa dei discendenti degli Asburgo di ritornare sul trono di Boemia”
      Questo va dimostrato, altrimenti è solamente un segno che ci si è lasciati fregare da decenni di oscurantismo mediatico. Non è una colpa, va detto
      Il Trattato di Pace è in vigore (ovviamente) ANCHE PER LA STESSA ITALIA! Altro che Asburgo o “roba vecchia”…

      “il movimento TS Libera neanche si sogna ad esempio di chiedere di potenziare gli asili o le scuole bilingui)”
      Pensa un po’, per noi non esistono “scuole italiane” o “scuole slovene”, ma un’unica scuola triestina plurilingue.

      “E’ andata così e l’Italia ce la teniamo, chiaro.”
      Una conclusione davvero, davvero prematura… specialmente tenendo conto che l’italia non ha mai riottenuto alcuna sovranità su Trieste, mentre l’ha evidentemente persa all’art. 21.2 del Trattato di Pace, assolutamente in vigore.
      E, ad oggi, nessuno è stato in grado di dimostrare che l’abbia ottenuta, tribunale (illegale) italiano a Trieste incluso.

  22. hehe, argomentazioni decisamente incosistenti. ad esempio, la citazione concernente il “tacito accordo”. troppo facile prendere a sostegno di una tesi, in un contesto di diritto internazionale, un fantomatico, ipotetico “tacito accordo”. no, non è convincente.

  23. ma el signor Faraguna (servitore del popolo) el appoggia tute le cementificazioni in atto per caso o per influenze del suocero Cervesi?(si..quel che finanzia e ga fonda un’altra trieste con Bandelli..)..ah no, i parlerá de barche a vela e de lambrette…

  24. la verità alla fin fine, quella VERA , xè che la politica TUTTA ha fallito su TUTTI i fronti, in TUTTI i campi, sociale, economico, e ha ROVINATO MILIONI di PERSONE. Oramai cercare di ritrovare la “fiducia BRUCIATA”, e parlo a livello generale, mondiale, è semplicemente IMPOSSIBILE ! LA POLITICA ha FALLITO – STOP

  25. Pingback: TLT (seconda stella a destra) /2 | Pietro Faraguna

  26. Pingback: CantonMarittimo: Territorio Libero di Sardegna | Pietro Faraguna

  27. ok …sono passati ormai tre anni dall’ inizio di questo blog , e mi sembra che ancora nessun burocrate o studioso sia mai riuscito a sbrogliare la matassa del tlt , ma sembrerebbe che le cose siano cambiate molto grazie alle dichiarazioni internzionali di mr, bankimoon, ,.. il tutto a favore di trieste ( come puo’ il trattato di osimo che e’ un accordo bilaterale ,scavalcare un accordo internazionale ,e non esiste minimamente il tacito assenso visto che l’italia non ha mai ratificato il trattato di osimo con gli altri membri firmatari del trattato di pace …. trall’altro come puo’ l’italia che risulta uno stato sconfitto e arreso senza condizioni nella seconda guerra mondiale imporre le proprie volonta’….i politici italiani per anni ci hanno preso in giro e purtroppo ci sono persone che ancora oggi gli credono, ripudiando i propri diritti di cittadini del territorio libero

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