decadenza e decadentismo

Se il Parlamento.

Capita miracolosamente che le norme sull’incandidabilità siano scritte in italiano perfettamente comprensibile. Stabiliscono che chi abbia riportato condanne per alcuni tipi di reato a pena superiore a due anni non sia candidabile. Prevedono pure (art. 3, dlgs 235/2012) che se la causa di incandidabilità sopavviene nel corso del mandato, “la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell’art. 66 della Costituzione“.

La Costituzione italiana (art. 66) prevede infatti che siano le Camere stesse a giudicare dei titoli di ammissione dei suoi componenti. Senza che nessun giudice ci possa mettere becco, nemmeno in sede di appello. E in virtù di questa non comune previsione (cd. verifica dei poteri, esiste in pochi Paesi al mondo), della decadenza di Berlusconi decide il Senato, e non un giudice. E siccome in Italia non è possibile “chiedere un parere” alla Consulta, ma si possono soltanto sollevare questioni di legittimità costituzionale a determinate condizioni, alcuni suggeriscono che sia il Senato stesso a sollevare la questione di legittimità costituzionale di una norma che ha approvato pochi mesi fa e che oggi avrebbe il potere di cambiare (approvando un’altra legge).

In virtù della medesima disposizione costituzionale, per ragioni che è un po’ più complicato spiegare, la legge elettorale non può essere oggetto di questione di legittimità costituzionale (proprio perché, per farla breve, manca un giudice che la applica). Per cui ci teniamo da 8 anni una legge brutta e incostituzionale.

Se il Parlamento, negli ultimi vent’anni, invece di perdersi in riforme inutili o dannose si fosse occupato di una piccola riforma utile e urgente -eliminare la verifica dei poteri, e consentire un ricorso giurisdizionale sulle decisioni della Giunta- oggi (o tuttalpiù domani) Berlusconi, invece di reclamare un’improbabile concetto di agibilità politica, starebbe di fronte a un giudice (che novità!). Potrebbe tentare la via della questione di legittimità costituzionale della cosiddetta legge Severino. La questione verrebbe rigettata, vivremmo tutti felici e contenti.

E avremmo un’altra legge elettorale.

agibilita

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