Magazzino18

Ieri sera rispondo alla last call per #Magazzino18.

Lo spettacolo ricompone, 70 anni dopo, un mosaico della storia dell’esodo istriano, fiumano e dalmata. E delle tante piccole storie che stanno intorno alla grande storia dell’esodo. Uno spettacolo potentemente sentimentale, nostalgico, delicato, la cui efficacia emotiva è affidata più alla musica che alla prosa.

Impressionante la reazione del pubblico. Non solo per la quantità (che ha suggerito un’affollatissima replica straordinaria), ma per l’intensità della risposta.

Applausi che scrosciavano per parecchi minuti dopo la fine dello spettacolo, e addirittura oltre al passaggio dell’ultimo autobus B (a Trieste, al Rossetti, vi rendete conto?). Occhi lucidi. Standing ovation. “Bravi” “Bravi”, ma soprattutto tanti che gridavano “grazie”. Come a voler esprimere inequivocabilmente che ce n’era bisogno.

Allora mi è venuto in mente questo articolo de il Piccolo (e alcuni succesivi). Una tormentone polemico montato PRIMA della prima: ho pensato alla miseria morale, al vuoto pneaumatico, all’infinita tristezza di dover per forza provarci.

E bravo Cristicchi che, d’annunzianamente, se n’è fregato.

cristicchiFB

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