TLT (seconda stella a destra) /2

Il 28/10/2013 il TAR del FVG si è pronunciato su un ricorso che chiedeva l’annullamento delle elezioni regionali perché Trieste non è in Italia, gavemo le carte, etc. Contro ogni aspettativa (!) la sentenza – pronunciata (come tutte le sentenze) in nome del popolo italiano – ha dato torto al ricorrente.

È piuttosto articolata, ma se vi interessano queste cose, vi raccomando caldamente di trovare il tempo di leggerla integralmente (qui).

Anche perché, oltre a una rigorosa ricostruzione storico-giuridica di un tema delicato sul quale ci eravamo già soffermati, vi si trovano delle chicche notevoli, di cui appunto a mo’ di esempio i paragrafi che seguono:

7. Nell’ambito delle richieste conclusive del ricorso, sia pure subordinatamente, si chiede al TAR di sospendere il giudizio inviando gli atti alternativamente al Governo Italiano o alle Nazioni Unite perché provvedano a iniziare l’iter della nomina del governatore del Territorio libero di Trieste. Si tratta di una domanda palesemente inammissibile, non contemplata da alcuna norma di legge ed esulante dai poteri di questo o di alcun giudice al mondo.

11.2 In sostanza, il cosiddetto territorio libero non era affatto libero, era uno Stato claudicante dalla nascita, sotto tutela, dimezzato, privo di essenziali attributi tipici della sovranità (possibilità di libera scelta del capo dello stato, autonomia nella politica estera, gestione dell’ordine pubblico e la dotazione di forze armate), molto simile per struttura alle ex colonie (come, ad esempio la Somalia) affidate al mandato fiduciario delle Nazioni Unite in attesa di conseguire l’indipendenza, ma – a differenza di queste – sottoposto permanentemente a una sorta di sovranità limitata, con un capo di stato per legge straniero.

15.7 In altri termini, dopo il Memorandum di Londra, il Trattato di Helsinki e il Trattato di Osimo, i confini tra Italia e Jugoslavia (oggi Slovenia) vanno considerati un elemento giuridicamente pacifico e indiscusso, così come la necessitata conseguenza che il mai nato territorio libero non è più oggetto di interesse per il diritto ma è divenuto terreno di studio per gli storici.

 21.2 […] Questo Tribunale concorda in pieno con la parte ricorrente sulla mancanza di alcun significato giuridico delle manifestazioni di piazza, sia quelle del 1953, sia quelle del 2013, tra l’altro numerose e di opposto orientamento.

22.1 […] oggi è possibile viaggiare da Muggia a Cascais senza passaporto, senza attraversare confini presidiati e utilizzando una stessa moneta, il che non sarebbe più consentito ove – come vorrebbe parte ricorrente – si ripristinasse una frontiera sulle foci del Timavo, sul Carso e sul Quieto.

22.2 La creazione di una comunità transnazionale e transfrontaliera pacifica e prospera in questa zona della mitteleuropa, incrocio di genti diverse, è ovviamente una prospettiva seria e da perseguire, giuridicamente sancita in vari accordi internazionali, la quale certamente verrebbe compromessa e minata alla radice dalla riesumazione di uno stato semicoloniale a sovranità limitata com’era il defunto territorio libero previsto dal Trattato di Parigi del 1947, per sua natura e struttura foriero di tensioni e dispute infinite.

 23.1 […] in nessun Paese democratico è consentito utilizzare la libertà di parola per incitare alla commissione di reati, anche di natura fiscale, e in genere a comportamenti illeciti (vedi articoli 414 e 415 del codice penale) o per commettere direttamente reati, come, ad esempio, il reato di abuso della credulità popolare (articolo 661 del codice penale).

 24. Questo Collegio, investito della questione del territorio libero, deve inquadrare il tentativo di evocare l’ectoplasma di uno pseudo – stato, mai nato e da decenni improponibile dal punto di vista giuridico internazionale e nazionale, in una prospettiva storica oltre che giuridica o meglio storico-giuridica, come del resto fa il ricorrente stesso sia nel ricorso introduttivo, sia a pagina 4 della memoria depositata il 23 luglio 2013, sia infine nella memoria depositata il 18 settembre 2013.

 25. In conclusiva e estrema sintesi, il cosiddetto territorio libero di Trieste giuridicamente non è mai esistito e non esisteLa sua astratta previsione ad opera del Trattato di pace di Parigi del 1947, mai attuata, è stata espressamente e legittimamente abrogata da altri Trattati internazionali, in particolare dal Memorandum di Londra del 1954, dal Trattato di Helsinki del 1975 e dal Trattato di Osimo sempre del 1975, con disposizioni confermate da numerosi altri accordi internazionali.

tanjevic

p.s. e la foto, che c’entra? C’entra, perché l’unico vero rammarico è che sfuma il sogno di vedere Boša Tanjević nominato Governatore del TLT 

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19 thoughts on “TLT (seconda stella a destra) /2

  1. Chi scrive qui (Faraguna?) dimostra, una volta di più, di non aver capito nulla dei motivi per cui è stata intrapresa questa azione davanti al TAR; azione che, sia ben inteso, NESSUNO ha mai sperato nemmeno nel più bagnato dei segni che potesse portare ad un pronunciamento del TAR favorevole al TLT…
    Chiunque voglia capirne qualcosa, lo invito a leggere qui: http://maledettabarca.blogspot.it/2013/10/sentenza-del-tar-fvg-n-5302013.html
    L’invito, ovviamente, è esteso a Faraguna: dubito fortemente che sia seriamente interessato a “capire”, ma leggere non gli farà male…

    • grazie della fiducia. Avevo già letto, e ho riletto volentieri. Non vuol dire ovviamente che io abbia capito. Anche perché mi pare un tantino vago affermare che “è finalmente possibile intraprendere delle opportune azioni internazionali, nelle sedi competenti”, stesso motivo per cui da settimane vedo gazebo che raccolgono soldi. Tanto che qualcuno potrebbe infine sospettare che quello sia il fine e non lo strumento. Ma certamente non è così, e attendiamo quindi tutti la pronuncia del giudice Hercules. Cordiali saluti

      • Ti sembrerà vago, ma così è… e il movimento continua ad affermarlo e ribadirlo da oltre un anno. Bastava leggere con attenzione le dichiarazioni (evitando magari le versioni rimaneggiate dal Piccolo)

        Nell’occasione, osservo divertito che non mancano le castronerie in questa sentenza del TAR; ad esempio, un richiamo inammissibile alla clausola “rebus sic stantibus”, della quale viene travisato il contesto, al punto 9.4 della sentenza (vedi anche http://maledettabarca.blogspot.it/2013/07/rebus-sic-stantibus-un-per-de-balle.html sul dettaglio dei svariati motivi per cui questa clausola non è applicabile…)

    • a me da l’impressione di un ricorso ad una retorica da quattro soldi per non perdere soci. Un tentativo di “razionalizzazione” (molto tra virgolette) di una sconfitta per tramutarla in vittoria morale. Almeno, questa è la mia impressione su un post così vago, tant’è che si sofferma su uno solo dei numerosi punti di confronto che solleva la sentenza stessa (punto che, tra l’altro, non elabora a sufficienza per farmi capire esattamente dove sta questa vittoria morale).
      Dov’è la risposta sulla vera natura della “libertà” del territorio libero (eufemismo di “colonia”, per il TAR)?
      Dove si discute sulla leggittimità degli accordi bilaterali tra due stati confinanti, i quali, secondo il TAR, possono rivedere parti di un accordo multilaterale, benché si limiti sui territori confinanti?
      Ma sopratutto, perché rivolgersi proprio ad un’autorità giudiziaria dello “Stato aguzzino” per “trovare giustizia”, quesito che lo stesso TAR ha posto con perplessità alla parte richiedente?
      L’incompletezza della risposta mi costringe a pensare che l’autore dell’articolo stia semplicemente cercando di prendere tempo e non mi soddisfa. Se questa è una risposta di per sé, a posto semo.

      • Guarda che MTL ha SEMPRE dichiarato che il fine di tutte le azioni intraprese (compresa questa davanti al TAR) era proprio quella di ottenere una SENTENZA che riportasse un tanto…

        • Obiettivo sul quale il TAR ha subito contestato, infatti, nel primo stralcio citato in questo articolo, reputandolo un intervento le quali modalità ed iter sono in contraddizione con la richiesta stessa. Se invece l’intento è semplicemente che se ne parli, ciò non significa che tale cosa diventi più reale di quanto non sia stata ieri (le centinaia di scartoffie che gli antichi hanno stilato su Atlantide ne sono un esempio). Scusate se avanzo ipotesi sui veri motivi di questa azione, ma il Movimento non mi ha mai fatto capire COME esattamente voleva rendere reale il TLT.

  2. Oste… quanto buono è il suo vino??? Chiedere ad un giudice italiano che sta esercitando illegittimamente su un territorio sotto occupazione militare se il suo paese occupante è in regola…. cosa vuoi che ti risponda…. Questa sentenza non cita nessuna legge italiana che dimostri che qui è italia…. si basa su ricostruzioni storiche e basta.. quindi in una sentenza gradirei che si parli di diritto e non di storia manipolata a proprio favore …

  3. Che sono chiacchiere al vento, perchè sulla lettera di risposta dell’O.N.U. al sig. Marchesich, la stessa organizzazione Internazionale non dice della nullità del trattato, ma semplicemente che finquando all’ordine del giorno non verrà fatta richiesta del governatore del Territorio da parte di qualcuno dei Paesi membri e partecipanti all’assemblea, il Territorio resterà sotto l’AMMINISTRAZIONE italiana, Il Memorandum di Londra passa il Territorio da amministrazione militare ad AMMINISTRAZIONE FIDUCIARIA civile italiana, il Trattato di Osimo è un trattato bilaterale tra due paesi confinanti, che solo l’Italia ha ratificato alle Nazioni Unite, dopo dieci (10) anni, la Yugoslavia no, e che sullo stesso l’O.N.U. ha applicato la pagina “zero”, da leggerla attentamente, che i Trattati di Vienna e Helsenki non pongono nessun diritto di sovranità all’Italia, la stessa Costituzione italiana riconosce il Trattato di pace e lo deve rispettare, ricordiamo che l’Italia ha perso la guerra e da perdente non può recriminare nulla, tantomeno ciò che le è stato tolto, che numerosi palazzi della nostra città sono attualmente di proprietà del Territorio Libero di Trieste, esempio la sede delle poste o l’antenna di Conconello, basta andare al catasto e chiedere informazioni, sono pubbliche, e gli affitti non so se vengono corrisposti e a chi. Io non sono del Movimento, ma se le regole esistono, perchè non applicarle? Non sono anti italiano, e neanche i cittadini che fanno parte del Movimento lo sono, ma bisogna capire quanto può essere arrabbiato un individuo, vedo me, quando, andando a leggere con calma e attentamente tutti questi trattati, ti accorgi che per anni sei stato preso per il naso, allora l’arabbiatura ci può stare, il tanto famoso “gavemo le carte” sarà anche uno sfottò, ma è reale, ci sono documenti a pacchi, basta leggerli e non far finta di niente, bisogna fare politica per il nostro territorio, politica vera, non chiacchiere, cio che (senza offesa per lei, ma penso sia un problema per tutti i suoi colleghi) fino ad oggi nessun politico di Trieste ha fatto, basti pensare a come fanno politica a Venezia, per un solo progetto irrealizzabile lo Stato ha sborsato una marea di soldi (pubblici), per un canale di entrata del porto di Taranto scuciti 240 milioni di Euro, qua per una piattaforma logistica, un’iter interminabile e ben 34 milioni di Euro, che serviranno a cosa? Vedremo, come tante altre faccende che la cittadinanza non conosce, forse perchè non interessata o forse perchè e meglio che non le sappia, e potrei continuare. Questo perchè amo la mia Città, mi interesso alle questioni in maniera imparziale, senza sentenziare, ma leggendo bene tra le righe e cercando di interpretare in maniera giusta, come ho sempre fatto nelle mie questioni personali quotidinamente, in vita privata e sul mio lavoro, lavoro che da lustro alla nostra Città, sono un portuale.

  4. Penso che sei ignorante, in quanto dovresti sapere che: All. VI art.11 del Tratt. di Pace Parigi 47
    Il Sig. Богдан Тањевић potrebbe assumere la carica di Governatore del TlT solo se rientrerebbe nell’ art.6 dell’allegato citato. Fai onore al PD e studia, come ti suggeriva a suo tempo la mamma.

  5. Nella stessa sentenza se ha letto bene sig. Faraguna e chiaramente citata la validità dell’allegato VIII del Trattato di Pace di Parigi, particolare per niente trascurabile e che a lei volutamente o probabilmente è sfuggito ! Mi/le chiedo come sia possibile riconoscere l’esistenza del Porto Franco Internazionale di Trieste e non il suo Territorio visto che l’inesistenza di uno dei due preclude l’esistenza anche dell’altro, cordialmente Franco Zonta.

      • Siccome l’ allegato VIII è pienamente in vigore mi pongo tre domande a casaccio:

        Art. 2 Comma 1: è una corporazione di quale stato?
        Art. 3 Comma 2: Perchè l’ Italia vuol fare o cerca di faree quello che vuole all’ interno (porto vecchio, rigassificatori, etc. etc.)?
        Art. 18 Comma 2 : La monassi che nazionalità ha?

        • Mi rispondo solo?
          Art2.1 alla firma del memorandum del ’54 il TLT esisteva e doveva esistera avanti… solo sotto amministrazione civile italiana.. e siccome nel 75 c’era da nascondere la presa di sovranità illecita italiana su Trieste si è lasciato tutto così per non far notare nulla agli atri Stati.
          Art.3.2 perchè oramai credeva che nessuno avrebbe scoperchiato più il vaso di Pandora…… ERRORE…
          Art 18.2 Idem per il 3.2

  6. Faraguna, quando hai finito di ripassare i congiuntivi, perchè non dedichi il tuo tempo ad approfondire qualche problemino amministrativo dell’Italia con Trieste?
    Per cominciare con qualcosa di facile, potresti cercare di capire perchè nel trattato di Osimo depositato all’ONU c’è un allegato in più rispetto a quello ratificato dal parlamento. Semplice cialtroneria dei nostri strapagati amministratori, o c’è sotto qualcosa di più?
    http://maledettabarca.blogspot.it/2013/11/trattato-di-osimo-il-mistero.html

  7. Pingback: CantonMarittimo: Territorio Libero di Sardegna | Pietro Faraguna

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