15/12 secondo Cuperlo e Civati

Ieri assemblea nazionale del PD. Quella che Renzi. Della relazione del neosegretario si è detto assai. E perché no, se avete un’oretta di spaesamento, andatevela a guardare interamente (sempre che riusciate a districarvi tra la pubblicità di Youdem).

Meno s’è detto dei concorrenti, e per quanto abbia votato Renzi – o forse proprio per questo – le “minoranze” mi interessano assai.

Gianni Cuperlo mi è piaciuto molto. Per la scelta, a suo modo umile, di assumere la Presidenza. Per le cose che ha detto. Perché è stato davvero bello e democratico. “Perché quando il tuo popolo decide, la prima cosa da fare è avere rispetto di quel popolo”.

Un po’ meno mi è piaciuto Pippo Civati. Che non ha mancato, nemmeno nel giorno della festa, di fare il maestrino, per dirgliele a Renzi, ché inseguire Grillo è “un errore politico”. Ed è un peccato: un po’ perché non sono sicuro che sia corretta l’analisi, vista la scomposta reazione dell’ex comico, che riesce nell’impresa non facile di rendere il Renzie simpatico anche a chi – come il sottoscritto – non accompagna al sostegno politico un’istintiva simpatia per il Sindaco di Firenze. Ma soprattutto perché non si fa, non nel giorno in cui si ritorna in Assemblea. Ed è un peccato perché credo davvero che la “minoranza di futuro” del PD stia lì.

E ora, andale.

congresso-pd

p.s. E Pittella? Pittella è un outsider, una spanna sopra a tutti. E non si può misurare.

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