“Renzi, chi?”

Che la simpatia del Renzi non sia il motivo per cui l’ho votato come segretario del PD lo si è detto più volte in queste pagine. Epperò va detto che il “Fassina, chi?” Renzi non l’ha mai detto, che è tutt’al più un crtl+C ctrl+V (guardare per credere). Anche perché la domanda, retorica e arrogante, sarebbe stata davvero scema (ovvio che Fassina è la femmina del Fassino). E anche se fosse, altrettanto ovvio che sarebbe da considerare un pretesto per le dimissioni del viceministro all’economia, le quali non possono che essere motivate da una divergenza di linea politica con la nuova segreteria.

Di fronte alle dimissioni, perciò, sempre giù il cappello.

Però non mi è dato bene di capire come Fassina fosse disponibile a far parte di un governo con il PdL intero (B. compreso), e non sia però disposto a fare il viceministro di un governo in cui il peso specifico del PD è di molto aumentato, perché il PD è oggi a trazione Renzi.

Ma soprattutto: fino a ieri si era preso a parlare – con un certo rinnovato vigore – di legge elettorale, politiche del lavoro, unioni civili. Mi pareva un tantino meglio.

fassina

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4 thoughts on ““Renzi, chi?”

      • Perche’ ci sono state le primarie, no? E ha vinto la linea renziana di risposta alla crisi del debito privato, che Fassina ritiene completamente priva di senso. Oggi la linea del PD nel campo economico la fanno Gutgeld e Boccia (!). Se vai a leggerti i tanti articoli di Fassina, noterai che le sue idee di politica economica si discostano progressivamente e sempre piu’ da quello che dichiara Renzi & co. L’ha covata settimane, la lettera di dimissioni. Prima delle primarie il PD non aveva ancora una linea ben definita, e lui sperava di poter tirare abbastanza coperta dalla sua parte.

        • capisco tutto. Ma se fai parte di un partito che governa non fai il cazzo che ti pare ma realizzi la linea politica del tuo partito. Diversamente si entra nella logica delle istituzioni padronali che tanto si attribuisce a Renzi (e tutto il resto della politica italiana). E se il tuo partito non ti chiede di dimetterti, e senti di doverlo fare, non dovresti cambiare partito? La discussione mi pare laicamente interessante. (p.s. la linea economica della segreteria del PD, a rigore, la fa Taddei che peraltro è curiosamente (rispetto alle sue posizioni) di matrice civatiana….

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