I gonna be myself

In un noto liceo triestino – anzi il mio amatissimo liceo – viene fuori un “caso”.

Perché? Perché c’è un supplente con il nome maschile che indossa la gonna e mette le scarpe col tacco. Che, insomma, si sente una donna.

E il caso sorge non perché vada a scuola con il culo all’aria, con il boa al collo, perché è assenteista, insegna male, o maltratta gli allievi. Sorge perché la gonna, le scarpe col tacco… Ampio articolo sul giornale, foto rubate per strada, sgangherate voci di segnalazioni al Provveditorato, un profluvio di commenti dal sapore bigotto e moralista. 

Onore al merito alla Preside che ne ha preso fermamente le difese: “è allucinante che un insegnante venga giudicato dagli abiti che indossa”.

Quando ne va di mezzo l’identità di genere e la libertà di sentirsi se stessi, sarebbe il caso di sentirsi con meno verità in tasca. Letteralmente un po’ più laici, ecco.

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