arrivederci

Ieri notte, in consueto orario ragionevole e adatto a ponderare le decisioni (3,20 AM), al termine dell’approvazione del bilancio, ho salutato i colleghi del Consiglio comunale. Felici circostanze mi porteranno presto lontano da Trieste. Mi si è prospettata infatti l’opportunità di un incarico di ricerca alla New York University, nell’ambito di un programma di mobilità internazionale per un anno in uno splendido centro studi di diritto costituzionale e dell’Unione Europea (Unione Europea? A NY?? Già, a NY!). Senza grandi giri di parole: un’occasione imperdibile, in particolare nelle condizioni che vive la mia generazione, e nel mio piccolo-grande mondo accademico.

Un gran bella notizia, dunque. Che mi costringe però a un grandissimo dispiacere: quello di rassegnare le dimissioni dal Consiglio. In sostanza, non ho scelta: ciò che mi impone, in questo momento particolare, di ringraziare di cuore chi mi ha sostenuto fino a qui, e le persone con cui ho parlato di questa svolta, e mi hanno incoraggiato con entusiasmo a imboccare anche questa strada. E oltre a tutti coloro che mi hanno sostenuto sono davvero molte le persone che vorrei poter ringraziare una a una, a cominciare dai colleghi in Consiglio e in particolare quello splendido gruppo (si dice, ma stavolta è vero) del Partito Democratico. E il nostro grande Sindaco, che si sobbarca sulle spalle un bel po’ di grane cittadine, gli assessori, gli uffici/usceri/segretari/dirigenti/personale di sala. Tutti hanno affiancato con il loro lavoro la nostra attività, sorbendosi nottate di torture, ripensamenti, cambi di programma, emergenze. E poi, e soprattutto in questa sede, ci siete voi: quelli con cui si sono scambiate opinioni e vedute attraverso il blog, attraverso FB, Twitter e di persona. Ci proverò di persona in questi giorni, sapendo che è impossibile arrivare a tutti. Grazie.

Sono entrato nell’aula del Consiglio, la prima volta nel giugno 2011, con un’emozione fortissima. Ne sono uscito, l’ultima seduta, stanchissimo delle 11 ore abbondanti di seduta, altrettanto – forse ancor più – emozionato.

In questi tre anni ho vissuto un’esperienza che è stata intensa, di cui ho cercato di dare almeno un po’ conto in queste pagine, settimana per settimana. Sono state tante le sollecitazioni e gli stimoli, e credo che collettivamente siamo stati capaci di seminare molto. Verrà, quando e se sarà giusto, il tempo del raccolto, altrettanto collettivo. Allo stesso modo è stata un’esperienza anche complicata da ordinarie e straordinarie delusioni e difficoltà, in tempi in cui gli enti di prossimità devono fronteggiare situazioni economiche e sociali difficilissime e per di più nel contesto di un’immagine del tutto screditata della politica. Si è trattato di un grande investimento di energia e soprattutto di tempo, non sempre messo a frutto nel migliore dei modi, in un mondo ancora troppo spesso imprigionato in surreali liturgie e riti privi di qualunque impatto sulla società.

Si è trattato soprattutto di un percorso in cui ho raccolto la conoscenza di mondi variegati, vere e proprie amicizie, in cui ho vissuto la navigazione imprevedibile delle assemblee elettive, e in cui ho tentato di imparare l’arte della politica e la tecnica dell’amministrazione dagli esempi virtuosi che ho potuto conoscere (tanti) e dagli esempi deprecabili (pochi), anche quelli utili a loro modo come modelli in negativo.

Ho sempre cercato di svolgere il mio incarico come un’autentica missione di rappresentanza. Per rappresentare una città che vive guardando al mondo, al futuro, che vive nel 2014, e in cui la politica è servizio. Di rappresentare i miei 30 anni, rappresentare una generazione che vive sulla rotta – se non della precarietà – dell’elasticità, e in cui – piaccia o non piaccia – per essere liberi la politica non può essere una professione. E con questo spirito continuerò a dare il mio contributo alle cose di tutti, come e dove potrà essere utile.

Parto, sapendo che la forza di Trieste è sempre stata quella di essere porto. In tutti i sensi: un luogo da cui la gente parte, in cui la gente arriva.

Vostro affezionatissimo, Pietro

Congedo. Consiglieri stravolti nel particolare sullo sfondo.

Congedo. Consiglieri stravolti nel particolare sullo sfondo.

p.s. che poi NY, diritto dell’Unione europa, Università, Fellowship???!?! “xe tute robe che i conta per insempiar la gente”. Il legame è chiaro: NY -> Onu -> TLT (ma serviva una copertura).

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