Me

Sono nato a Trieste, 33 anni fa. pietro faraguna
Prima di avere la grande idea di iscrivermi al Partito Democratico, e quella ancora più grande di mettermi a disposizione per le elezioni comunali 2011, ho trascorso una vita abbastanza tranquilla, comune a quella di molti altri.
Sono cresciuto a Trieste, dove ho frequentato le scuole elementari (Nazario Sauro), medie (Dante), superiori (Oberdan), di cui conservo il bagaglio di un’istruzione – orgogliosamente pubblica – impartita da docenti che, nonostante tutto, mantengono la scuola italiana una scuola di altissimo livello.
Forse anche per questo, e magari un po’ ce l’ho messo pure io, mi sono laureato doppiamente (triennale, specialistica), celermente (2005 e 2007) e con fondata soddisfazione in giurisprudenza. Il mio impegno all’università è poi continuato: ho conseguito lo scorso 25 marzo 2011 il dottorato di ricerca in diritto costituzionale, presso l’università di Ferrara. Ho continuato imperterrito a perseverare su questa strada, povera in termini di reddito e genitrice di faticose soddisfazioni, con due contratti di ricerca all’università di Udine.
All’interno di questi percorsi ho maturato alcune esperienze che tradivano fin dalla più tenera età la mia irreprensibile tendenza ad occuparmi delle cose (anche) altrui. Insomma, di fare politica: già dai tempi della scuola come rappresentante degli studenti, e poi con l’esperienza del mandato al consiglio di amministrazione dell’Università.
Durante l’università ho vissuto un anno in Germania (Regensburg, Baviera), e un breve periodo a Bruxelles. Durante il dottorato ho vissuto per una periodo a Frankfurt a.M.
Nel 2008 ho frequentato a Firenze un seminario di specializzazione in diritto delle Assemblee elettive, che ogni anno viene promosso da Camera e Senato e viene rivolto a 25 allievi provenienti dalle diverse università italiane.
Ma tutto questo è molto noioso: per combattere la noia ho giocato a basket, nella gloriosa squadra del Don Bosco, con una brillante carriera che ho deciso di chiudere ad anni 16, al culmine delle performance che mi hanno conquistato l’analogia con Gregor Fucka, certamente a causa della pari abilità e non per la simile costituzione fisica.
Mi piace andare in barca, cosa che a sinistra potrebbe venire giustamente vista con un sospetto di odore dalemiano: mi piace andare in barca in modo triestin, molto triestin, laddove più della barca, più del vento, conta la compagnia e la lasko.

Il 16 maggio 2011 ho scoperto che sarei diventato il più gggiovane consigliere comunale del Comune di Trieste. Il 30 maggio ho scoperto sarei stato consigliere di maggioranza, in virtù della trionfale elezione a sindaco di Roberto Cosolini.

Il 21 ottobre 2011 sono stato nominato vice-segretario provinciale del Partito Democratico di Trieste, incarico che ho rimesso al partito nel febbraio 2013.

Nell’aprile 2013, insieme a due baldi amici e compagni, ho fatto parte del comitato di coordinamento triestino per la campagna elettorale di Debora Serracchiani, divenuta miracolosamente – sulle macerie di uno spettacolo nazionale deprimente – Presidente di Regione per il centrosinistra il 25 aprile 2013.

Nel settembre del 2013 l’accademia mi ha portato assai lontano da Trieste. Una fellowship alla NYU mi conduce infatti per un anno da Trieste a NYC, e cio’ ha determinato l’inevitabile dispiacere di rassegnare le dimissioni dal Consiglio comunale. Scelta da una lato difficile, dall’altro semplicissima, in quanto – sostanzialmente – non avevo scelta (lo racconto meglio qui).

Per un curriculum meno loquace, clicca qui.

scrivimi: pietro@pietrofaraguna.it  

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8 thoughts on “Me

  1. Ciao, conto molto su di te, e sono contentissima del fatto che ti occupi di verde pubblico. Beccati quindi una mia mail sull’argomento

  2. Trieste 01 – 02 – 2012

    Speriamo che quanto sottolineato dal Ministro dell’ambiente Corrado Clini in merito all’espressa volontà di legiferare per far si che si possano finalmente recuperare i nostri numerosi siti inquinati, per poter cantierizzare una serie di opere che per dimensioni e potenzialità siano realmente in grado di rilanciare la Portualità Italiana.

    Nel Golfo di Trieste ci sarebbero due siti “la Ferriera di Servola e l’Area Ex Aquila” che per le loro particolari caratteristiche e posizione strategica potrebbe avere un radioso futuro Portuale.

    Radioso futuro che purtroppo per ora è di fatto precluso da alcune farraginose e poco chiare Normative che nel nostro Paese attualmente regolano:

    1. La discarica di materiali inerti per poter recuperare ampi spazi al mare.

    2. Le bonifiche ed il possibile recupero dei Siti inquinati.

    3. L’esecuzione dei dragaggi dei fondali di banchine e canali.

    4. La gestione dei fanghi di dragaggio, e che sono attualmente fonte d’interminabili contenziosi e che di fatto stanno notevolmente condizionando in termini di tempi e costi la pianificazione e la cantierizzazione delle grandi opere di cui il nostro Paese avrebbe invece assoluto bisogno.

    Per guardare al futuro e far si che la nostra Portualità possa realmente recuperare un significativo ruolo sulle scene dei Traffici Internazionali e rilanciare economie ed occupazione nei nostri territori, forse sarebbe il caso che finalmente il nostro Paese adottasse anche “le Normative Comunitarie” che favoriscono lo sviluppo e la crescita delle economie e non soltanto quelle che lo penalizzano.
    Normative Comunitarie che di fatto hanno consentito la realizzazione ed il continuo attuale sviluppo di realtà Portuali come “di Rotterdam – Amburgo – Brema – Wilhelmshaven – Portsmouth – Londra – Felixstowe – Le Havre – Algeciras – Fos ecc.” che non si possono certamente considerare sbocchi al mare naturali, poiché sono stai creati artificiosamente dall’uomo con notevoli opere “di recupero di siti – inquinati – sbancamenti – interramenti – e continui dragaggi dei fondali” per renderli adeguati alle crescenti e notevoli esigenze dei vettori marittimi e del mercato.

    Per concludere penso che per affrontare serenamente “la portualita del terzo millennio” bisogna assolutamente risolvere le problematiche che assillano il futuro dei nostri Siti inquinati e della nostra Portualità, quindi credo che il nostro futuro sta in buona parte nelle mani del Legislatore ed in quanto sarà in grado fare per razionalizzare almeno alcune delle citate attuali farraginose Normative che purtroppo spesso sono fonte d’interminabili contenziosi, poiché in presenza di regole chiare e certe i finanziatori anche si trovano, prova ne sia l’apprezzabile proposta d’intenti elaborata tempo fa dalla cordata Unicredit/Maersk per creare nei nostri litorali un Superporto, operazione che purtroppo anche per le citate farraginose nostre Normative sembra sia almeno per il momento svanita nel nulla come una bolle di sapone.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

  3. condivido totalmente quanto scritto e ringrazio nel constatare quanto le motivazioni del voto renziano coincidano con quelle della maggior parte delle persone che lo votano e lo voteranno .Se, quando quelli come me e molti altri,durante le discussioni politiche (non sui blog ,ma tra amici )invece di essere trattati da appestati filoberlusconiani ,fossero stati ascoltati oltre che criticati,con la malcelata scusa di interessi di parte (poi si spiega perchè non si è fatta la legge sul conflitto di interessi ….)forse una svolta l’avremmo ottenuta prima .Ma la paura di perdere posizioni di privilegio acquisite ormai da decenni ,almeno dalle mie parti ,è paralizzante e spesso viene legittimata dalla tutela del partito e dei militanti ,che pure tanto hanno fatto per queste idee .Non sono un politologo ,faccio l’idraulico …ho delle idee che difendo ,vedo cose che non mi garbano e se sono quelli che mi rappresentano a fare fesserie io mi incazzo di più che se le fanno gli altri .Quindi ,ti faccio una domanda :parlando di una delle critiche che più spesso vengono fatte a Renzi ,è più sbagliato cercare di dialogare con i poteri forti, magari alla luce del sole (finanza ,banche ,settori economici ben definiti ,massoneria ),o andarci a braccetto quando nessuno vede ,come a volte succede (ahimè troppo spesso )sia a livello locale che nazionale ?Grazie ancora per quanto hai scritto

    • grazie a te e scusa il ritardo. Ci sono tante ipocrisie storiche nel perbenismo di destra e di sinistra. Da questa parte ricorre più frequentemente anche quella di dire che le banche sono brutte e cattive e la finanza è una roba da bicazzieri e affaristi. Purtroppo ognuno ha la sua retorica per arrivare ai cuori, passando magari per la pancia, e mi sa che questo non ce lo leviamo.

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